22 Novembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 30/03/2005, 00.00

    INDONESIA

    Terremoto: centinaia di morti anche sulle isole Banyak



    Difficili le operazioni di soccorso a Nias e Simeuleu: mancano scavatrici per liberare le strade dalle macerie. La comunità internazionale invia aiuti e promette sostegno economico.

    Jakarta (AsiaNews) – La comunità internazionale si è messa in moto per portare aiuti d'emergenza e macchinari all'Indonesia colpita di nuovo da un terremoto, che il 28 marzo scorso ha devastato l'isola di Nias. Si fa più chiara la mappa del disastro: centinaia di morti sono stati ritrovati anche nelle sperdute isole Banyak, tra Nias e Simeuleu. "Siamo stati informati di un numero tra i 200 e i 300 morti a Banyak. Ma non abbiamo ancora notizie sul numero dei feriti e delle persone rimaste senza casa", ha detto Nerli Sulitiani, funzionario della protezione civile indonesiana. Nias ha subito gli effetti più gravi del sisma (8,7 gradi Richter); funzionari governativi dicono che almeno 1.000 persone sono morte sull'isola, ma il bilancio delle vittime potrebbe salire fino a 2 mila.

    Nias e le Banyak si trovano a circa 1.400 Km a nordovest di Jakarta, al largo della costa occidentale di Sumatra.

    Le operazioni di soccorso già avviate a Nias e Simeuleu incontrano crescenti ostacoli. Oltre a cibo, acqua pulita e medicinali, servono con urgenza mezzi pesanti in grado di recuperare i cadaveri seppelliti sotto le macerie; elettricità e telefoni sono fuori uso; le strade disastrate impediscono agli aiuti di arrivare a destinazione. Le provviste alimentari, inoltre, sono ferme a Medan per problemi tecnici.

    Intanto promesse e disponibilità per aiutare l'Indonesia nella gestione dell'emergenza continuano ad arrivare da molti paesi e organismi internazionali.

    Le Nazioni Unite si sono dette pronte ad "aiutare la ricostruzione e a sostenere la gente indonesiana in questo difficile momento".

    La rappresentanza Onu a Banda Aceh, la regione più colpita dallo tsunami nel dicembre scorso, ha inviato un team speciale nella isola di Simeuleu. Qui si teme che vi siano almeno 100 morti sotto le macerie. Sulla piccola isola sono arrivate anche tende e medicinali messi a disposizione dall' Onu , l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e dell'Alto commissariato Onu per i Rifugiati (UNHCR).

    Oggi Singapore ha inviato 3 elicotteri militari Chinook a Medan, Nord Sumatra, con personale medico. La Cina ha promesso di donare 500 mila dollari in contanti a Jakarta, mentre la Croce Rossa 300 mila.

    La Commissione esecutiva dell'Unione Europea ha annunciato l'invio di una squadra di valutazione dell'emergenza e se necessario manderà aiuti economici. Anche l'agenzia di soccorso inglese Oxfam International, già presente nella vicina Banda Aceh  dopo lo tsunami del 26 dicembre, ha inviato i suoi esperti.

    Tengku Rizal Nurdin, governatore di Nord Sumatra, ha reso noto che la Spagna invierà a Nias elicotteri militari, e manderà di nuovo le portaerei che, ferme nelle acque malaysiane, avevano da poco lasciato la provincia di Aceh.

    Il presidente sudafricano, Thabo Mbeki, esprimendo il suo cordoglio per le vittime del disastro ha detto che il suo paese offrirà aiuti "nei limiti delle esigue risorse a disposizione".

    Intanto l'esercito indonesiano (TNI) ha deciso di dispiegare almeno 5 battaglioni per i soccorsi a Nias. Jakarta ha ordinato che 3 navi della marina militare raggiungano l'isola per portare medicinali e cibo alla popolazione. In progetto anche la costruzione su una delle navi di un ospedale mobile di primo soccorso. (MA-MH)

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    04/04/2006 INDONESIA
    Nias, un disastro dimenticato

    A una anno dal terremoto che sconvolse l'isola indonesiana, gli abitanti denunciano: mancano ancora  scuole, case, strade e ponti. Gli sfollati vivono in capanne costruite con i propri risparmi. Le responsabilità di Ong e dell'Agenzia governativa per la ricostruzione.



    05/06/2006 INDONESIA
    Java: il terremoto costringe a ripartire da zero

    AsiaNews visita le aree più colpite dal terremoto del 27 maggio a Java: Wedi, Gantiwarno e Bayat nella reggenza di Klaten. Le storie dei sopravvissuti: chi cerca tra le macerie gli ultimi oggetti di valore, chi è paralizzato dal terrore. La tragedia provoca fenomeni sconosciuti alla zona: accattonaggio e traffico automobilistico.



    30/03/2005 INDONESIA
    I cristiani si mobilitano per aiutare i terremotati di Nias

    Frati cappuccini e clarisse in prima fila negli aiuti alle vittime del sisma. Conventi trasformati in centri di rifugio; molti religiosi partono volontari per soccorrere la popolazione.



    05/01/2009 INDONESIA
    Terremoto in West Papua: il bilancio provvisorio è di 4 morti e 34 feriti
    Migliaia di sfollati hanno abbandonato le abitazioni per paura di nuovi crolli. L’area è isolata e rende difficoltose le operazioni delle squadre di soccorso intervenute nella zona. Una delegazione del governo si è recata sui luoghi della tragedia, fra le più povere e arretrate del Paese.

    21/10/2009 INDONESIA
    Padang: il terremoto distrugge l’economia, a rischio 200 mila lavoratori
    Il governo ha disposto lo stanziamento di circa 700 milioni di dollari per la ricostruzione, ma chiede “collaborazione” alle autorità locali. In ginocchio il settore del turismo, causato dal crollo di hotel, negozi e centri commerciali. Presidente della Camera di commercio auspica che il terremoto venga dichiarato “disastro nazionale”.



    In evidenza

    HONG KONG - CINA - VATICANO
    Messa per un sacerdote sotterraneo defunto. Il card. Zen chiede a Dio la grazia di salvare la Chiesa in Cina e la Santa Sede ‘dal precipizio’

    Li Yuan

    P. Wei Heping, 41 anni, è morto in circostanze misteriose, buttato in un fiume a Taiyuan (Shanxi). Per la polizia egli si è suicidato. Ai familiari non è stato permesso nemmeno di vedere il rapporto dell’autopsia. Per il card. Zen la Santa Sede (che “non è necessariamente il papa”) cerca un compromesso a tutti i costi col governo cinese, rischiando di “svendere la Chiesa fedele”. Giustizia e pace pubblica un libretto su p. Wei, per non dimenticare.


    VATICANO - ITALIA - USA
    Papa: non più la guerra, che ha per frutto la morte, 'la distruzione di noi stessi'



    Francesco nel giorno della Commemorazione dei defunti ha celebrato messa al Cimitero americano di Nettuno. “Quando tante volte nella storia gli uomini pensano di fare una guerra, sono convinti di portare un mondo nuovo, sono convinti di fare una ‘primavera’. E finisce in un inverno, brutto, crudele, con il regno del terrore e la morte”.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®