11/03/2020, 13.54
GIAPPONE
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Tokyo, il virus fa paura: in tono minore le commemorazioni del ‘triplo disastro’

L’11 marzo 2011, uno tsunami e un incidente nucleare devastarono il Nord-est del Giappone.  Stamane persone si sono radunate luoghi del dramma, nonostante l’annullamento delle cerimonie pubbliche. Mons. Kikuchi: “A causa dell'infezione, niente messe nella cattedrale di Tokyo”. L’arcivescovo lancia un appello alla preghiera. Tra ieri ed oggi, registrato il più grande aumento giornaliero di contagi.

Tokyo (AsiaNews) – Oggi il Giappone ha ricordato le oltre 18mila persone morte o disperse nel “triplo disastro”, ovvero un devastante sisma, il successivo tsunami e l’incidente nucleare di Fukushima che l’11 marzo di nove anni fa si abbatterono sulla regione nord-orientale. Ma i timori e le misure adottate dalle autorità per contrastare l’epidemia di coronavirus in corso hanno imposto cancellazioni o toni minori a diversi eventi pubblici organizzati per il triste anniversario.

È il caso della cerimonia di Stato che veniva organizzata sin dal 2012 a Tokyo. Per la prima volta, questa non avrà luogo. Alcune personalità, come il primo ministro Shinzo Abe, hanno osservato un momento di silenzio alle 14.46, stesso orario di quando il terremoto di magnitudo 9 scosse la terra di Tohoku, regione sull’isola di Honshu. Molti comuni delle prefetture più colpite – Fukushima, Iwate e Miyagi – hanno cancellato o rinviato le loro cerimonie, ma hanno predisposto altari dove i cittadini possono deporre fiori.

Gli annullamenti non hanno impedito alle persone di radunarsi nei luoghi del disastro per ricordare i propri cari. Nel cimitero di Ohirayama a Namie, nella prefettura di Fukushima, ha avuto luogo la cerimonia di inaugurazione di una statua raffigurante una madre e un bambino. Un'iscrizione alla base dell’opera recita: “Pregare per il giorno in cui i fiori sbocciano nei cuori degli abitanti di Namie, che si sono addossati un dolore così profondo”.

Dopo nove anni, ancora non si fermano le ricerche dei dispersi. Alle 10.30 di oggi, circa 30 tra poliziotti e membri della guardia costiera di Miyako si sono radunati sulla costa di Yamada, nella prefettura di Iwate, e hanno offerto preghiere silenziose. Il gruppo ha poi cominciato a scavare e rovesciare pietre sulla spiaggia, in cerca di indizi per le persone che si ritiene siano state portate via dal mare.

La preoccupazione della popolazione è rivolta all'epidemia di coronavirus. Tra ieri ed oggi, le autorità sanitarie giapponesi hanno registrato 59 nuovi casi di contagio da Covid-19: secondo l’emittente pubblica Nhk, questo è il più grande aumento giornaliero dall'inizio dell'epidemia. Le infezioni totali confermate nel Paese sono salite a 1.278, incluse le 696 della nave da crociera Diamond Princess e i 14 rimpatriati dalla Cina. Le vittime del virus sono 19, comprese i sette morti sulla nave.

Ieri mons. Tarcisio Isao Kikuchi, arcivescovo di Tokyo e amministratore apostolico di Niigata, ha annunciato la sospensione, a partire dal 15 e fino al 29 marzo, delle messe pubbliche nella capitale. Sui suoi profili social, il presule ha poi scritto: “L'11 marzo è il giorno della memoria del disastro del 2011 a Tohoku. Quello di domani è il nono anniversario; tuttavia, a causa dell'infezione da coronavirus, non potremo organizzare messe e altri eventi nella cattedrale di Tokyo. Il Catholic Tokyo Volunteer Center (Ctvc) ha preparato un filmato (video) per pregare insieme domani". L'incontro di preghiera è stato trasmesso in webcast oggi alle 14.20.

 

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