11/01/2013, 00.00
FILIPPINE-GIAPPONE-CINA
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Tokyo regala a Manila 10 navi pattuglia per il Mar Cinese meridionale

Le navi servono a frenare le "minacce" di Pechino nelle isole Spratlys. Esse sono un "aiuto internazionale allo sviluppo". Shinzo Abe: Pechino sbaglia a colpire l'economia giapponese in Cina.

Manila (AsiaNews) - Il Giappone ha offerto alle Filippine 10 vascelli guardiacoste, spiegando che l'obbiettivo è fermare le minacce sempre più forti della Cina nel Mar Cinese meridionale. Il dono è stato reso pubblico durante la visita in questi giorni del ministro degli esperi nipponico Fumio Kishida. Il suo omologo filippino, Albert del Rosario, ha detto ieri in conferenza stampa che le attività della Cina sono "molto minacciose" e riguardano "non solo il Giappone". Kishida ha incontrato anche il presidente filippino Benigno Aquino (v. foto).

Da mesi le tensioni fra Pechino e Tokyo sono giunte a livelli di guardia a causa della sovranità degli isolotti delle Senkaku (che la Cina chiama Diaoyu). Ma da molti più anni Pechino si confronta con alcuni Paesi del Sud est asiatico (fra cui Filippine, Vietnam, Brunei, Malaysia, Taiwan) per la sovranità sulle isole Spratlys e Paracel.

L'offerta dei 10 vascelli "multi-ruolo" è all'interno di programmi di "aiuto internazionale allo sviluppo". La prima delle navi dovrebbe essere consegnata entro 18 mesi. Le altre potrebbero anche essere costruite nelle Filippine.

Negli ultimi anni la Cina ha occupato molte delle isole Spratlys minacciando spesso con navi militari la presenza o il passaggio di navi degli altri Paesi.

Nei confronti del Giappone, Pechino ha attuato in questi mesi molte violazioni delle acque territoriali nelle Senkaku/Diaoyu e sostenuto un boicottaggio "patriottico" contro le compagnie nipponiche che operano in Cina.

Proprio oggi, il nuovo premier Shinzo Abe - considerato un "falco" - presentando un pacchetto di aiuti di 224 miliardi di dollari per l'economia giapponese, ha dichiarato che la Cina ha "sbagliato" nel suo modo di fare, cercando di raggiungere "obbiettivi politici" danneggiando le compagnie giapponesi che "contribuiscono all'economia dinese".

Tutto ciò - ha aggiunto - non solo danneggia le relazioni bilaterali, ma colpirà in modo negativo anche l'economia e la società cinesi".

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