17/08/2018, 15.21
IRAN-USA
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Trita Parsi, accademico iraniano: Mike Pompeo lavora al consenso per una guerra contro l’Iran

Il segretario di Stato Usa ha lanciato il nuovo gruppo per fare pressione su Teheran e attuare sanzioni contro i Paesi che commerciano con l’Iran. I “falchi” dell’amministrazione Usa: John Bolton, Mike Pompeo e Brian Hook. La coincidenza e la similitudine con il colpo di Stato contro il premier Mohammad Mossadek.

Washington (AsiaNews) – Produrre il consenso internazionale per lanciare una guerra contro l’Iran: è lo scopo dell’Iran Action Group, un team di alto livello del Dipartimento di Stato Usa, annunciato ieri dal segretario Mike Pompeo.

A denunciare il carattere bellico del gruppo è Trita Parsi, un accademico e scrittore iraniano, da decenni naturalizzato svedese, fondatore del National Iranian American Council, che si impegna per il dialogo fra l’Iran e l’occidente.

In un suo articolo, riportato dalla Information Clearing House, Parsi afferma che “l’Iran Action Group porterà quasi senz’altro a intensificare gli sforzi per fomentare rivolte in Iran, creando ulteriori tensioni con l’Unione europea, che vede la destabilizzazione dell’Iran come una minaccia diretta alla sicurezza nazionale dell’Europa”. E conclude dicendo che la mossa di Pompeo “spinge gli Usa sempre più vicini alla guerra con l’Iran”.

Ieri, il segretario di Stato ha annunciato la formazione del gruppo, il cui scopo è “spingere al massimo la pressione” strategica su Teheran, attuando le sanzioni sull’Iran e sui Paesi che commerciano con esso.

A capo del nuovo gruppo sarà Brian Hook, già incaricato – senza successo - di pubblicizzare e trovare alleati alla scelta degli Usa di abbandonare il trattato nucleare lo scorso maggio.

Per Pompeo l’Iran è colpevole di una lunga serie di violenze, di sostegno al governo siriano e agli Hezbollah libanesi, di mantenere prigionieri Usa. “Il nostro scopo entro il 4 novembre – egli ha detto – è di ridurre a zero tutte le importazioni di petrolio iraniano da parte di ogni nazione”.

Secondo analisti, la posizione di Pompeo coincide con gli interessi di Israele e dell’Arabia saudita, entrambi timorosi della crescente influenza politica ed economica di Teheran nella regione.

Cina, India e Turchia hanno già fatto intuire che essi proseguiranno a servirsi del petrolio iraniano. Anche l’Ue cerca vie per continuare a commerciare con l’Iran, senza incorrere nelle sanzioni Usa.

Secondo Trita Parsi, nell’amministrazione Trump, i “falchi” sono John Bolton, Mike Pompeo e Brian Hook. Il presidente Usa vorrebbe invece una soluzione diplomatica.

Intanto nel Paese medio-orientale la situazione economica è sempre più difficile. “Abbiamo sempre meno speranza”, ha confessato un businessman ad AsiaNews.

Parsi fa notare che l’annuncio di Pompeo avviene proprio nell’anniversario del colpo di Stato  (1953), voluto da Cia e servizi segreti britannici, contro il premier iraniano Mohammad Mossadek, reo di aver nazionalizzato l’industria del petrolio, togliendo potere alle industrie straniere.

Interrogato sulla questione, Hook ha risposto: “E’ solo una coincidenza”.

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