24/10/2020, 09.57
ISRAELE-SUDAN-USA
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Trump: Israele e Sudan normalizzeranno i rapporti diplomatici

L’annuncio è stato dato da Donald Trump. Egli ha detto che “altri cinque Paesi” faranno lo stesso passo. Forse vi è anche l’Arabia saudita. Kharotum è stata tolta dalla lista dei Paesi che sostengono il terrorismo e questo faciliterà il ricevimento di investimenti stranieri. Per Hamas è “un peccato politico”, che porta benefici solo a Netanyahu.

Tel Aviv (AsiaNews) – Israele e Sudan hanno accettato di normalizzare le loro relazioni diplomatiche. Lo ha annunciato ieri il presidente Usa Donald Trump, con una telefonata a tre, insieme ai premier dei due Paesi, Benjamin Netanyahu e Abdallah Hamdok.

Hamdok ha detto che “dobbiamo lavorare per avere relazioni diplomatiche che servono al meglio gli interessi del nostro popolo”. Netanyahu ha dichiarato esultante che “allarghiamo il cerchio della pace grazie alla sua leadership”.

Il primo frutto “a favore del popolo sudanese” – e forse la spinta a questi rapporti con Israele – è che gli Stati Uniti hanno deciso di togliere il Sudan dalla lista dei Paesi sostenitori del terrorismo, aprendo perciò alle possibilità di maggiori investimenti dall’estero. Il Sudan soffre oggi di un tasso d’inflazione del 146%, con altissima disoccupazione e con una popolazione sul limite della fame.

Ieri, Khartoum, da parte sua, ha versato 335 milioni di dollari su un conto per le famiglie e le vittime degli attentati nel 1998 alle ambasciate Usa in Kenya e Tanzania, che hanno causato almeno 200 morti. Gli attentati sono stati opera di gruppi legati ad Al Qaeda, il cui capo, Osama Bin Laden, risiedeva a quel tempo in Sudan.

L’accordo con Khartoum viene dopo la decisione simile presa dagli Emirati e dal Bahrain. Insieme a Egitto e Giordania, sono gli unici Paesi arabi (e a maggioranza islamica) ad avere rapporti con Israele.

Trump ha annunciato che nel prossimo futuro vi saranno “altri cinque” Paesi arabi a compiere il passo. Si pensa che fra questi vi potrebbe essere anche l’Arabia saudita.

Il Sudan è stato sempre un oppositore di Israele fin dal 1948. Nel 1967, a Khartoum, la Lega araba ha firmato la dichiarazione dei “tre no”: no alla pace con Israele, non al riconoscimento, no a negoziati.

La politica sudanese è cambiata dopo il rovesciamento del regime islamista di Omar al Bashir, lo scorso anno, sostituito da un governo mezzo civile e mezzo militare, che ha voluto subito collaborare con gli Stati Uniti.

Il mondo palestinese, la cui causa era il motivo dell’inimicizia degli arabi verso Israele, si sente sempre più abbandonato. Ieri a Gaza, Hamas ha subito denunciato: “il peccato politico che nuoce al popolo palestinese e alla sua giusta causa, che nuoce anche all’interesse nazionale del Sudan.. e non fa che portare benefici a Netanyahu”.

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