09/11/2013, 00.00
TAIWAN - SINGAPORE
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Un accordo di libero commercio "apre" a Taiwan le porte di Singapore

Il rapporto economico fra le due nazioni vale circa 30 miliardi di dollari l'anno ed è destinato a crescere. Il patto è un segno anche del disgelo fra Taipei e Pechino, che ormai non combatte più con ferocia i tentativi taiwanesi di affermarsi sulla scena mondiale.

Taipei (AsiaNews/Agenzie) - Il governo di Taiwan ha firmato un accordo di libero commercio con Singapore, aprendo la strada alla liberalizzazione di un rapporto economico che vale circa 30 miliardi di dollari l'anno. L'intesa segna anche una svolta dal punto di vista diplomatico, dato che è la prima volta che l'isola - considerata dalla Cina continentale una "provincia ribelle" da riannettere alla madrepatria - sigla un patto con un governo asiatico. Segno, secondo alcuni analisti, del "continuo disgelo" dei rapporti fra Taipei e Pechino.

L'accordo di partnership economica è stato firmato a Singapore pochi mesi dopo quello che Taiwan ha contratto con la Nuova Zelanda. Il ministro degli Esteri David Lin ha dichiarato: "La firma rafforza la liberalizzazione e l'internazionalizzazione dell'economia taiwanese, e ci aiuta nella strada verso l'ingresso negli organismi internazionali di commercio [da cui è ancora esclusa a causa dell'ostruzionismo della Cina ndr]".

Secondo il testo, Singapore rimuoverà immediatamente ogni dazio doganale dai prodotti provenienti da Taiwan; da parte sua, l'isola si è impegnata a togliere le tasse sull'83% dei prodotti singaporesi. Il resto verrà liberalizzato in un arco di tempo che va da 5 a 15 anni. Un gruppo composto da 40 prodotti agricoli - dal riso agli ananas - è escluso dall'accordo.

Dal punto di vista diplomatico, Singapore riconosce la Cina popolare come "governo legittimo" e non ha rapporti ufficiali con la Repubblica di Cina, nome ufficiale di Taiwan. Dal 2010, tuttavia, una serie di gesti distensivi hanno riavvicinato i due lati dello Stretto di Taiwan  - in conflitto sin dalla fine della guerra civile fra nazionalisti e comunisti e dalla nascita della Repubblica popolare cinese nel 1949 - al punto che Pechino e Taipei hanno firmato un accordo di scambi socio-cultural-economici di portata epocale. Al momento il 40% del commercio totale taiwanese è destinato alla Cina, ma la cifra è in continua crescita. 

 

 

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