15/06/2010, 00.00
AFGHANISTAN - INDIA
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Un appello per i cristiani afghani, mandati a morte per la loro fede

di Santosh Digal
Un gruppo di profughi cristiani afghani, fuggiti in India per salvarsi la vita, racconta la difficile situazione nel loro Paese, dove l’islamico convertito al cristianesimo è punito con la morte. La comunità internazionale intervenga su Kabul per salvare i recenti condannati a morte.

New Delhi (AsiaNews) – Un appello ai cristiani dell’India e di tutto il mondo perché preghino e sostengano i cristiani afghani che il 31 maggio sono stati condannati a morte, per essersi convertiti. Vijay Kumar Singh, della India Bible Publishers e della Delhi Bible Fellowship spiega ad AsiaNews che “occorre l’aiuto dei cristiani di tutto il mondo per fermare il governo afghano che arresta i cristiani afghani e li condanna a morte per esecuzione pubblica”.

Singh spiega che l’Afghanistan si considera un Paese al 100% islamico. La tv locale Noorin TV in un documentario trasmesso il 27 maggio ha mostrato fotografie e riprese video di persone “convertite in segreto al cristianesimo”, rivelandone nomi e volti. Tanto è bastato per causare proteste e dimostrazioni di piazza, per chiedere l’applicazione rigida della Shariah (legge islamica), che prevede l’arresto e l’esecuzione per chi abiura l’islam per un’altra fede. Personalità pubbliche hanno cavalcato la protesta, chiedendo immediati interventi e arrivando ad affermare che uccidere un islamico convertito al cristianesimo “non è un delitto”. Waheed Omar, portavoce del presidente Hamid Karzai, ha assicurato che egli ha già predisposto accertamenti e “compirà azioni immediate e serie per prevenire simile fenomeno”.

Sono seguiti arresti in tutto il Paese, con torture agli arrestati per far confessare la fede cristiana ed estorcere il nome di altri convertiti.

Singh denuncia “il preoccupante silenzio dei media” e chiede una ferma presa di posizione dei cristiani di tutto il mondo. Rivela una lettera scritta da Obaid S. Christ, della Comunità cristiana afghana (Acc), un piccolo gruppo di circa 150 cristiani profughi in India in cerca di asilo.

Obaid spiega che tutti loro devono vivere in esilio “per salvare le vite proprie e delle famiglie, per l’ordine di esecuzione emanato dal governo per la conversione al cristianesimo”.

Di recente “il ministro afghano dell’Interno e il presidente della Intelligence hanno detto al parlamento che 4 afghani cristiani e una famiglia sono stati arrestati…, che 13 associazioni sono state sospese, che l’Intelligence afgana ha un elenco di cristiani afgani che vuole arrestare”. “Le nostre abitazioni sono controllate dalla polizia, le nostre famiglie e i genitori (benché islamici) sono sotto indagine e alcuni sono stati arrestati, tutti i cristiani afghani sono dispersi”.

Per questo la Acc chiede a tutti i cristiani di “non  restare silenziosi e non chiudere gli occhi mentre migliaia di fratelli sono perseguitati”; ma di pregare per i cristiani afghani e di “far sentire la loro voce alla comunità internazionale perché chieda al governo afgano di fermare le persecuzioni e le esecuzioni…, concedere la libertà religiosa e rispettare e accettare i cristiani afghani”.

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