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  • » 25/05/2017, 11.50

    VATICANO-CINA

    Un sacerdote cinese al Simposio di AsiaNews: La nostra fede fra cani-poliziotto e carrierismo



    La testimonianza di un sacerdote della comunità ufficiale al Simposio di AsiaNews. I problemi “esterni” e quelli “interni” della Chiesa. Ben 21 vescovi vanno a benedire una piccola fabbrica per ricevere un dono di 500 dollari. La preghiera alla Madonna di Sheshan.

    Città del Vaticano (AsiaNews) – Telecamere nelle chiese; militari prima, durante e dopo gli eventi religiosi; cani-poliziotto per annusare droga fra sacerdoti; controllo dei tempi e delle presenze negli incontri di catechismo. Sono alcuni dei limiti che un sacerdote cinese racconta a riguardo della sua missione quotidiana. Il sacerdote – di una comunità ufficiale nella Cina centrale – mostra anche i problemi “interni” della Chiesa, dovuti al raffreddamento della fede di vescovi e preti, attratti da soldi e voglia di fare carriera.

    Quella che presentiamo è una delle testimonianze giunte dalla Cina e lette durante il Simposio di AsiaNews, tenutosi ieri in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina.

    Al Simposio hanno presentato le loro relazioni il prof. Richard Madsen, mons. Savio Hon, p. Gianni Criveller, p. Bernardo Cervellera.

     

    Cari fratelli e sorelle,

    Anzitutto vorrei esprimere la mia estrema gratitudine a tutti voi per la vostra preghiera per la Chiesa cattolica cinese. Sebbene io sia assente, credo che con il mio spirito sono unito a voi. Possa Dio benedire la Chiesa cattolica cinese, attraverso l’intercessione di Maria Santissima nostra Madre, Nostra Signora della Cina.

    La situazione della Chiesa cattolica in Cina è sempre più complicata e difficile. Vi sono certo differenze fra tutte le diocesi, dato che esse si estendono in molte province cinesi. Ma tutte le diocesi sono nella medesima barca, che è sotto il controllo del governo cinese. A partire dalla mia esperienza di missione nella mia città e dalla mia conoscenza di altri luoghi, si può dire in generale che la situazione della Chiesa cattolica cinese soffre sotto due aspetti: i problemi che vengono dall’esterno e quelli che emergono dall’interno.

    Il potere politico cinese ha due aspetti contraddittori. Da una parte, esso vuole mostrare al mondo che in Cina vi è libertà e democrazia. Dall’altra, il governo cinese attua uno stretto controllo su quelli che esso vuole. La Chiesa cattolica cinese è trattata come un oggetto che viene bloccato, controllato, spiato dal potere.

    Il blocco

    Prima di ogni attività religiosa, vi sono sempre pattuglie militari che vanno a incrementare le forze di polizia. Allo stesso tempo, il governo cinese manda personale ufficiale per interrogare vescovi e sacerdoti. Se l’attività religiosa è importante e solenne, come un’ordinazione episcopale, essi bloccano strade e stradine e perfino quartieri residenziali. Essi proibiscono a chiunque, a piedi o in auto, di recarsi nell’area dell’evento, eccetto coloro che hanno il permesso per parteciparvi. Lo scorso anno, durante un’ordinazione episcopale in una diocesi vicina, la polizia ha fatto tutto questo. Oltre a tutto ciò, i poliziotti hanno usato cani-poliziotto per ispezionare ogni stanza di un albergo vicino alla chiesa, dove erano ospitati diversi sacerdoti che partecipavano alla cerimonia.

    Il controllo

    Vi sono ormai telecamere in ogni chiesa. Nella mia città ve n’è una proprio all’entrata dell’edificio sacro. Non sappiamo dove abbiano posizionato le altre. Ma siamo sicuri che vi sono diverse telecamere in giro per la chiesa.

    Un fedele che lavora in un ufficio del governo, grazie alle telecamere, è stato sorpreso ad andare in chiesa: il monitor lo aveva ripreso mentre era nel cortile della Chiesa. [E questo ha conseguenze sul lavoro e sulla carriera-ndr]. Tutte le diocesi in Cina sono in questa condizione.

    Spiare

    La vita religiosa dei fedeli subisce tante limitazioni. Ad esempio, se organizziamo un incontro di educazione alla lettura della Bibbia o qualche altra attività ecclesiale, le autorità impongono restrizioni sul numero massimo di partecipanti, su chi deve insegnare e sull’orario da tenere. Poco tempo fa, un sacerdote della mia diocesi aveva programmato un pellegrinaggio alla Madonna di Sheshan, vicino a Shanghai. Ma le autorità non gli hanno dato il permesso di andare né a Shanghai, né a Sheshan e così il pellegrinaggio è stato abortito.

    La Chiesa cattolica in Cina soffre anche di problemi all’interno. Anzitutto, molti vescovi e preti sono assorbiti nell’orizzonte del governo cinese. Nei loro discorsi in pubblico, perfino durante la messa, essi non predicano la missione della Chiesa, ma mostrano questo assorbimento. Essi dicono sempre ciò che piace al governo.

    In secondo luogo, alcuni vescovi e sacerdoti sono entusiasti nel ricercare la scalata alle posizioni ufficiali. Essi sono orgogliosi delle loro attività e con le loro azioni e parole fanno di tutto per salire in carriera.

    Infine, alcuni vescovi e preti indulgono nel mondo materialistico. Nella mia diocesi vi è un esempio tipico, anzi classico. Ogni anno alcuni vescovi sono invitati da un capetto della città a venire a benedire una fabbrica. Poi il capetto dà ad ognuno di loro un po’ di soldi in regalo. Un anno sono arrivati ben 21 vescovi da differenti diocesi per questa semplice attività. Grazie alla loro presenza, ogni vescovo ha poi intascato 3500 yuan (circa 500 dollari). Anche quest’anno verranno molti altri vescovi.

    Quanto ho detto è la mia esperienza di missione nell’ambiente in cui io vivo. E questo fa parte della realtà della Chiesa cattolica in Cina.

    Vi ringraziamo per la vostra preghiera. Abbiamo bisogno che la vostra preghiera continui.

    Possa Dio rafforzare la nostra fede, mettendo la nostra speranza nelle mani del Signore e dedicando la Chiesa cinese a Nostra Signore della Cina.

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