15/03/2007, 00.00
ISRAELE
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Un terzo degli insediamenti israeliani è costruito su terreni di palestinesi

Un rapporto di Peace Now afferma che il 32,4% delle colonie è stato edificato su terre di proprietà privata. I dati utilizzati sono dell’amministrazione civile, che è stata costretta a fornirli dopo un intervento dell’Alta Corte di giustizia di Israele.
Tel Aviv (AsiaNews) – Oltre il 32% dei terreni su cui sono stati costruiti gli insediamenti israeliani è proprietà privata di palestinesi: è quanto sostiene il nuovo rapporto di Peace Now – storico gruppo pacifista israeliano - diffuso ieri. I dati utilizzati sono quelli ufficiali dell’amministrazione civile: essi confermano quelli non ufficiali pubblicati dal gruppo nel precedente rapporto, diffuso a  novembre. Le differenze sono lievi: il precedente rapporto parlava di 132 insediamenti su terreni privati palestinesi, il secondo di 131.
 
La questione della costruzione degli insediamenti sulle terre di proprietà palestinese è l’oggetto del primo rapporto del gruppo per il monitoraggio degli insediamenti di Peace Now risalente al 21 novembre 2006, intitolato “Un crimine ne produce un altro”. Il cammino per arrivare ai dati ufficiali non è stato facile. Nel 2004 Peace Now ha ottenuto i dati richiesti all’amministrazione civile solo in via ufficiosa e nel 2005, con il movimento per la libertà informatica, si è appellato all’Alta Corte di giustizia di Israele per riuscire a ottenere i dati richiesti.
 
La Corte si è pronunciata contro l’amministrazione civile costringendola a fornire i dati ufficiali. Il rapporto aggiornato, basato sui nuovi dati resi noti dal portavoce dell’amministrazione civile, conferma e rinforza quanto affermato precedentemente. L’amministrazione ha replicato dichiarando: “Siamo delusi nel vedere che malgrado i chiarimenti fatti dall’amministrazione civile l’attuale rapporto sia ancora inesatto in diversi punti travisando così la realtà della situazione degli insediamenti”.
 
Il nuovo rapporto mostra cifre più contenute rispetto a quelle pubblicate da Peace Now a novembre, basate però su informazioni lacunose, dove, ad esempio, risultava che l’86% del sobborgo di Gerusalemme, Ma’aleh Adumim, era stato costruito su terreno palestinese, mentre ieri mostra che solo lo 0,5% degli insediamenti è stato costruito su terreni di proprietà privata. Proprio le cifre relative alla percentuale di terreni palestinesi confiscati da Israele per costruire Ma’aleh Adumim sono state al centro delle analisi fatte da Peace Now. A novembre il rapporto parlava del 38,8%, ieri del 32,4%.
 
I nuovi dati comunque testimoniano che Israele ha stabilito e continua a stabilire insediamenti sulle terre di proprietà palestinese. Lo Stato israeliano ha dichiarato che gli insediamenti erano stati costruiti su terreni statali o su aree che non hanno nome e che non sono proprietà private confiscate.
Ci sono effettivamente differenze tra dati della prima pubblicazione del rapporto e della seconda: la maggior parte sono apparentemente causate da errori del sistema computerizzato (GIS – Geographic Information System) con cui sono state fatte le rilevazioni, ma le differenze più importanti sono quelle che mostrano che le zone indicate come territori di proprietà privata in questo ultimo rapporto, risultano essere territori statali nel rapporto precedente.
 
Lo scorso mese, Peace Now ha detto che Israele stava costruendo più di 3mila abitazioni negli insediamenti ebrei della Cisgiordania e che mentre nel 2006 il numero delle colonie non era cresciuto, la popolazione invece è aumentata del 5% durante l’anno.
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