15/03/2018, 09.40
RUSSIA
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Una civetta abbandonata provoca una crociata ortodossa e polemiche elettorali

di Vladimir Rozanskij

Un sacerdote del Patriarcato contesta la “ricostruzione” sull’origine divina dell’animale. La polemica si inserisce in un contesto nel quale c’è chi vuole chiudere Internet per ingerenze anche in campo politico.

Mosca (AsiaNews) - Un curioso scandalo sta tenendo banco in questi giorni in Russia, a causa di un post di Facebook della scrittrice Lora Beloivan (nella foto) in difesa di una civetta abbandonata, e da lei adottata insieme al marito. Post che ha provocato una reazione della Chiesa ortodossa e polemiche in chiave elettorale anche con i cattolici.

L’autrice è nota come artista e animalista, fondatrice e direttrice del primo centro in Russia per la protezione e la riabilitazione delle foche. La civetta in questione è uno dei tanti animali ospitati nella casa del villaggio di Tavrichanka, nell’estremo oriente del paese dove abitano Lora e il marito. Nei messaggi social della scrittrice spesso viene data voce e immagine a questi “amici dell’uomo”.

Nel caso della civetta “Sova” (che in russo significa appunto “civetta”), oltre ai racconti distribuiti in diversi post, Lora si è lasciata andare a un commento particolarmente entusiasta, descrivendo l’origine divina dell’animale: nella ricostruzione fantastica dell’autrice, col fango preparato per Adamo Dio stesso avrebbe composto anche altre forme animali, tra cui appunto la civetta. Passeggiando per il giardino dell’Eden, Dio e Adamo scherzano sui vari esseri che incontrano, dando loro il nome, e arrivati alla civetta il primo uomo rimprovera il Creatore di cattivo lavoro, per averle schiacciato buffamente il collo.

Il racconto teologico-umoristico ha però fatto salire la pressione di alcuni zelanti lettori ortodossi di Facebook, tra cui un autorevole sacerdote del Patriarcato di Mosca che si è firmato con la foto (evitando di pubblicare il suo nome), e ha voluto esprimere tutto il suo disappunto in un commento piuttosto minaccioso. Accusando la Beloivan di “offesa dei sentimenti religiosi dei cristiani”, il prelato la invitava a togliere dalla sua pagina la storiella, per evitare conseguenze giudiziarie: “essa è diventata oggetto di attenzione da parte di coloro che sorvegliano l’osservanza delle norme di ordine pubblico”.

La scrittrice ha immediatamente tolto da Facebook il suo apologo “civettuolo”, suscitando un’ondata di commenti favorevoli e contrari e, ovviamente, la moltiplicazione del post dalle decine di migliaia di lettori che l’avevano già scaricato. Il tutto si è trasformato in una violenta discussione pubblica sulla libertà d’informazione e d’opinione, con toni piuttosto perplessi e disorientati: la discendenza divina della civetta, infatti, sembrerebbe piuttosto contraddire le opinioni dei darwinisti atei più incalliti, che non dei bravi cristiani ed ebrei che sulla Genesi costruiscono storie e allegorie da qualche migliaio di anni. La stessa Beloivan ha spiegato di aver tolto la pagina per evitare polemiche, e uno dei portavoce del Patriarcato, pur riprendendo l’autrice per l’impertinenza delle sue espressioni, ha invitato tutti a rasserenare gli animi.

La polemica, peraltro, s’inserisce in un contesto piuttosto teso delle ultime settimane, dove si moltiplicano le proposte di “chiudere internet” in Russia, o quanto meno difenderlo dalle ingerenze indebite, soprattutto occidentali, ma anche interne. Un'altra pagina Facebook molto criticata negli ultimi giorni, ad esempio, è stato l’appello del vescovo cattolico Klemens Pickel, titolare della sede di S. Clemente a Saratov, in cui invitava i fedeli a “portare il proprio contributo al bene comune in spirito di verità, giustizia, solidarietà e libertà”. L’espressione, peraltro tratta dal Catechismo della Chiesa Cattolica, è stato letto come un tentativo cattolico di sostenere la candidatura di Putin stesso, facendo aumentare la partecipazione alle elezioni che si prevede alquanto minoritaria.

La critica alla “ingerenza cattolica” in politica è stata portata sia dai sostenitori del presidente che dai suoi oppositori, per il solo fatto di aver suggerito indirettamente la partecipazione al voto. Il portavoce della Conferenza episcopale cattolica russa, mons. Igor Kovalevskij, ha peraltro negato che nelle parole di Pickel ci fosse proprio questa intenzione, ma solo un generico invito all’armonia sociale del Paese. Allo stesso tempo, hanno fatto scalpore le decisioni di alcune aziende e istituzioni dipendenti dalla stessa Chiesa ortodossa, come la famosa fabbrica “Sofrino” per la produzione di candele e vasi sacri. In esse la domenica elettorale del 18 marzo è stata dichiarata giorno lavorativo obbligatorio, con trasporto organizzato ai seggi elettorali (aperti specificamente per i lavoratori); chi si rifiutasse, potrebbe rischiare di perdere il lavoro.

 

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