04/07/2007, 00.00
TAGIKISTAN
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Una nuova legge potrebbe bandire le minoranze religiose

In discussione al parlamento una proposta di legge che vieta l’insegnamento religioso nelle case e ai bambini minori di 7 anni. Saranno riconosciuti solo i gruppi religiosi con almeno 400 fedeli nella zona, quando nel Paese i cristiani sono poche migliaia.

Dushanbe (AsiaNews/F18) – E’ proibita l’educazione religiosa a bambini con meno di 7 anni, è proibito qualsiasi insegnamento religioso nelle case private. Solo cittadini tagiki possono guidare i gruppi religiosi e non possono essere registrati gruppi religiosi che abbiano meno di 400 fedeli. E’ previsto nella nuova proposta di legge sulla Religione, all’esame del Parlamento.

L’agenzia Forum 18 riporta che 22 minoranze religiose – tra cui protestanti, cattolici e Baha’i – il 28 giugno hanno inviato una lettera al presidente Emomali Rahmon, al Majlisi Oli (il parlamento tagiko) e al Comitato statale per gli Affari religiosi esprimendo una “profonda preoccupazione” per la legge. Anche l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) dice che la proposta di legge “intensifica il controllo statale sulla religione e sulle attività religiose”.

Tra l’altro, per ottenere il riconoscimento un gruppo religioso deve avere almeno 400 fedeli adulti (ai minori è proibito iscriversi) nel distretto, almeno 800 nelle città e 1.200 nella capitale Dushanbe; occorrono 2mila adepti per fondare un monastero. Cosa che renderà impossibile il riconoscimento della gran parte dei gruppi religiosi cristiani, che in genere hanno comunità locali di poche decine di membri. Una fonte locale riferisce che nell’intero Paese i protestanti siano tra i 3 e i 4mila e ancora meno i credenti di altre fedi, per cui sarà in concreto “impossibile” ottenere la registrazione. I nominativi vanno indicati in modo completo e con un documento di identità. Dopo la registrazione, funzionari pubblici hanno un indeterminato potere di “controllo” su tutte le attività del gruppo, “compresa la provenienza delle fonti di reddito” e “le spese”. E’, poi, previsto che i gruppi riconosciuti possano gestire scuole.

Padre Carlos Avila, che guida la piccola comunità cattolica del Paese, si augura che la lettera convinca le autorità a migliorare la legge secondo le esigenze delle minoranze religiose.

E’ vietata l’attività di conversione e di proselitismo religioso, in qualsiasi forma. E’ proibito ai leader religiosi di accedere a uffici pubblici elettivi, come pure la formazione di partiti politici con affiliazioni confessionali. Occorrerà il permesso del Comitato per gli Affari religiosi per invitare un religioso straniero a venire nel Paese.

Oggi, invece, non è possibile “proibire” un gruppo religioso e per la registrazione occorre la richiesta di appena 10 cittadini maggiorenni.

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