24 Settembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 16/01/2008, 00.00

    ASIA CENTRALE

    Uzbekistan e Turkmenistan innalzano il prezzo del gas in pieno inverno



    A dicembre i due governi concordano un’azione per far aumentare il prezzo del gas, minacciando di interrompere le forniture. I poveri Paesi vicini costretti a pagare. Ma l’Iran si rifiuta e medita ritorsioni.

    Tashkent (AsiaNews/Agenzie) – Quando arriva il gelido inverno nell’Asia centrale, Uzbekistan e Turkmenistan “chiudono” i rubinetti del gas, di cui sono ricchi, per ottenere un prezzo più alto dagli Stati vicini. Quest’anno nella zona la temperatura è scesa a meno 20 gradi e molti governi non hanno scorte adeguate di energia per l’elettricità e il riscaldamento.

    Il Servizio statale di notizie turkmeno spiega che il 18 dicembre il presidente turkmeno Kurbanguly Berdimukhamedov e quello uzbeko Islam Karimov si sono scambiati una telefonata nella quale, “trovandosi d’accordo che le risorse energetiche sono un fattore strategico per lo stabile sviluppo di entrambi gli Stati e la crescita del benessere delle popolazioni, si sono detti pronti a un’azione congiunta”. In questo periodo i 2 Paesi hanno ridotto del 50% l’esportazione di energia elettrica verso i confinanti Tagikistan e Kirghizistan. Pochi giorni dopo la telefonata, l’Uzbekistan  ha imposto a questi 2 Stati un aumento del prezzo del gas, da 100-115 dollari per mille metri cubi a 145. Nel 2006 costava 55 dollari. Negli stessi giorni Tashkent ha chiesto un aumento anche a Mosca. La Russia acquista l’economico gas uzbeko per il consumo interno, mentre vende i propri gas e petrolio all’estero a prezzo elevato, soprattutto nell’Europa occidentale. Per cui la richiesta di aumento non la preoccupa, anche perché può traslarlo sugli acquirenti europei. Fonti locali riferiscono che a fine dicembre Mosca ha concordato un maggior prezzo, pari circa a quello che già paga al Turkmenistan. Non ci sono stati annunci ufficiali, cosa che ha fatto ritenere a molti che sia in corso una trattativa più complessa, che coinvolga anche altri Paesi produttori come Turkmenistan e Kazakistan. Mosca vuole, infatti, assicurarsi l’energia degli Stati ex sovietici, per evitare che sia convogliata ad Oriente verso Cina e India oppure in Europa attraverso il Mar Caspio e la Turchia.

    Ma l’aumento è stato grave per Tagikistan e Kirghizistan, che hanno aumentato i prezzi al consumo rispettivamente del 30% e del 50%. In questi Paesi la povertà è diffusa e si teme un incremento dei lavoratori migranti dal Tagikistan ai più ricchi Russia e Kazakistan.

    Analisti ritengono che Karimov voglia anche aumentare la sua influenza politica sui 2 Stati vicini, ricattandoli con il prezzo del gas. 

    Il Turkmenistan, a sua volta, ha cercato di agire in identico modo verso l’Iran, aumentando il prezzo del gas e minacciando di interrompere le forniture. Ma Tehran si è rifiutata e ha minacciato di fare del tutto a meno dell’energia turkmena. Da oltre 2 settimane parte dell’Iran settentrionale non importa più energia da Ashgabat. Il viceministro iraniano per il Petrolio, Akbar Torkan, ha commentato sulla radio statale che è “immorale” tagliare le forniture di energia durante il pieno inverno. E’ stato annunciato il ricorso a un “tribunale internazionale” per chiedere sanzioni contro il Turkmenistan.

    Analisti osservano che questi aumenti non recano alcun beneficio alle popolazioni di Uzbekistan e Turkmenistan le quali, anzi, hanno penuria di gas e di elettricità, perché i loro governi privilegiano l’esportazione rispetto alle necessità interne. Interi villaggi abbattono ogni albero e bruciano tutto quanto è possibile, per potere avere un po' di caldo.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    16/02/2011 ASIA CENTRALE
    Nell’Asia Centrale scuole, strade, ospedali e centrali energetiche stanno scomparendo
    Un rapporto di International Crisis Group denuncia che la regione vive ancora delle infrastrutture sovietiche. Ma queste decadono e non sono sostituite. Senza radicali interventi, si rischia di andare verso un’epoca di povertà e disordini sociali.

    05/01/2011 CINA – ASIA CENTRALE
    Pechino, la “pacifica” invasione dell’Asia Centrale
    Da anni la Cina accresce rapporti con gli Stati della regione con le sue merci, costruisce ferrovie e oleodotti, acquista energia. Stretta collaborazione anche militare e finanziaria. Gli Stati Uniti rischiano di essere sempre più estromessi dai Paesi ex sovietici.

    18/09/2007 ASIA CENTRALE
    Preoccupazione e proteste in Asia centrale per il rapido aumento del costo del pane
    E’ un alimento base per le famiglie povere che già hanno diminuito il consumo di burro e carne. Esperti: l’aumento dipende dal maggior costo mondiale e sarà duraturo. I governi non hanno adottato per tempo politiche adeguate e, di fronte alle proteste, cercano soluzioni immediate.

    20/10/2011 RUSSIA
    Paesi ex sovietici di nuovo uniti da trattato di libero scambio
    Con la benedizione del premier Putin, da sempre nostalgico dell’Urss, 8 su 11 nazioni firmano un accordo di libero scambio da cui sono però esclusi gas e petrolio. Mosca lo usa subito per accelerare il suo ingresso nel Wto.

    31/10/2008 CINA- ASIA CENTRALE -RUSSIA
    La Cina si propone come asse di stabilità per l’Asia centrale
    Il premier Wen, ad Astana per il summit della Shanghai Cooperation Organization, propone maggior cooperazione e la creazione di una fitta rete di infrastrutture, anche per l’energia. Forte delle sue riserve di valuta, vuole aumentare i legami con gli Stati vicini e sfruttarne le risorse.



    In evidenza

    GIAPPONE-VATICANO
    Mons. Kikuchi: In sintonia col papa e il card. Filoni per la missione in Giappone

    Tarcisio Isao Kikuchi

    Il vescovo di Niigata e presidente di Caritas Japan commenta a caldo il messaggio papale inviato ieri ai vescovi del Giappone. Le tappe del viaggio del card. Filoni, che toccherà anche Fukushima. Rimane ancora “irrisolta” la questione del rapporto con il Cammino neocatecumenale.


    VATICANO-GIAPPONE
    Papa ai vescovi giapponesi: Siate sale e luce della società, anche andando contro-corrente



    In occasione della visita pastorale del card. Fernando Filoni, Prefetto di Propaganda Fide, nel Paese del Sol levante, papa Francesco spinge i vescovi e la Chiesa giapponese a rinnovare il loro impegno missionario nella società, segnata da suicidi, divorzi, formalismo religioso, povertà materiale e spirituale. La richiesta di collaborare coi movimenti ecclesiali, forse in memoria delle polemiche passate con il Cammino neocatecumenale.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®