11/10/2006, 00.00
PAKISTAN
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Vescovo di Faisalabad: "Giustizia per i due cattolici accusati di blasfemia"

di Qaiser Felix

Mons. Joseph Coutts ha chiesto alle autorità pakistane indagini accurate e di alto livello nel caso di James e Buta Masih, arrestati senza prove né testimoni. Accuse alla stampa locale, che cerca solo di montare l'odio degli estremisti.

Faisalabad (AsiaNews) – Il vescovo di Faisalabad, mons. Joseph Coutts, ha chiesto oggi alle autorità pakistane "un'indagine accurata e di alto livello" sul caso di James e Buta Masih, accusati senza prove né testimoni di dissacrazione del Corano.

Il presule ha parlato nel corso di una conferenza stampa alla quale erano presenti anche Khalil Tahir, avvocato cattolico che difende i due; p. Yaqoob Yousaf, parroco della chiesa locale; p. Aftab James, direttore della Commissione diocesana per il dialogo interreligioso e p. Nisar Barkat, del Centro per la pace e l'armonia.

La polizia ha arrestato i due cattolici l'8 ottobre scorso dopo la denuncia di un loro vicino, Arshad Mubarak, che "ha sentito dire da persone del posto che i Masih hanno bruciato delle pagine del Corano".

Secondo p. Yaqoob, invece, "la figlia di James Masih, Nargis, lavora come cameriera in casa di musulmani. Il suo datore di lavoro le ha dato nel pomeriggio dell'8, come ha fatto già altre volte, delle cose da gettare e lei le ha portate dal padre per vedere se qualcosa poteva essere riutilizzato".

"Dopo aver fatto la loro scelta – spiega p. Yousaf – hanno portato fuori di casa delle carte da bruciare. Sono analfabeti ed ignoranti: se anche hanno bruciato pagine di un libro sacro, non ne avevano alcuna consapevolezza". Inoltre, l'uomo che li ha denunciati aveva cercato di comprare la loro casa, ma si era visto opporre un rifiuto. La denuncia "potrebbe essere il modo scelto per fargliela pagare".

Secondo p. Aftab, alcuni giornali locali "hanno dato grande enfasi alla denuncia di dissacrazione del Corano senza prima cercare la verità". Addirittura, alcuni hanno descritto i due 70enni come "due giovani miserabili cristiani che hanno offeso il sacro libro. Cercano solo di montare l'odio degli estremisti".

Per l'avvocato della coppia, anche la famiglia musulmana che ha dato il materiale da bruciare alla figlia di James, Nargis, è stata messa sotto indagine, ma ne è uscita subito: "Tutto il biasimo si è riversato su questi due anziani ed innocenti cristiani".

Il parroco racconta ad AsiaNews che "la situazione dell'area è molto tesa ed i cristiani hanno paura nonostante la presenza della polizia. Le famiglie dei due arrestati sono scappate e molti altri se ne vogliono andare per paura degli estremisti. I negozi sono chiusi e le case sbarrate".

I gruppi islamici radicali di Faisalabad hanno chiesto "di dare alla popolazione i due Masih" ed hanno annunciato "il boicottaggio sociale di ogni evento cui siano presenti i cristiani".

In risposta, mons. Coutts ha chiesto "calma e tolleranza, le uniche strade per proseguire nel dialogo interreligioso e ricercare l'armonia della zona".

Secondo l'art. 295 comma B del Codice penale – noto come Legge sulla blasfemia – chiunque dissacri i testi sacri dell'islam rischia l'ergastolo o la pena capitale. La legge viene utilizzata di continuo come mezzo per regolare questioni private.

Di recente è stata parzialmente corretta: chi sostiene accuse di blasfemia false è punito con la morte. Anche nella nuova versione, comunque, la norma prevede la pena capitale per i diffamatori dell'islam.

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