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    » 16/12/2014, 00.00

    IRAQ-VATICANO

    Vescovo di Mosul: Gesù nasce fra i container dei rifugiati. Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul"

    Amel Nona

    I profughi perseguitati dallo Stato islamico hanno perso tutto: beni, casa, lavoro, scuole, futuro. Ma rimane forte la fede e la missione. Raccolti e inviati quasi 900mila euro. Il messaggio di vicinanza di papa Francesco. La campagna continua secondo la proposta del patriarca di Baghdad: digiuno e sobrietà a Natale e Capodanno, offrendo il corrispettivo per i cristiani di Mosul.

    Erbil (AsiaNews) - Quest'anno Gesù Bambino nascerà fra i container, le aule e le scuole dove sono ammassati i profughi cristiani fuggiti da Mosul, incalzati dalle milizie dello Stato islamico. E' quanto ci scrive l'arcivescovo di Mosul mons. Amel Nona, anch'egli rifugiato in Kurdistan, impegnato ad affrontare l'emergenza materiale spirituale dei suoi fedeli. Il vescovo racconta che nella miseria dell'aver perso tutto, i profughi cristiani non hanno perduto la fede e perfino il desiderio di testimoniarla nella loro stessa terra, da cui sono stati scacciati.

    Le lettera di mons. Nona, che pubblichiamo integralmente, è la risposta al terzo invio di aiuti raccolti con la campagna "Adotta un cristiano di Mosul". Agli inizi di novembre, infatti, AsiaNews ha inviato altri 212.901,88 euro.  Con i 672.517,72 euro inviati in precedenza, abbiamo potuto donare finora 885.419,6 euro. Di questa abbondante generosità vogliamo ringraziare il Signore e tutti voi che avete contribuito anche con sacrifici.

    Molti lettori e amici ci domandano se la campagna continua, se "adottare" un cristiano di Mosul significa una decisione a offrire aiuti oltre l'emergenza immediata. Noi crediamo di sì: l'emergenza e i bisogni degli oltre 120mila cristiani - a cui si sommano i profughi yazidi e musulmani - continuano ad essere radicali ed essenziali.  Questi rifugiati nostri fratelli hanno bisogno di solidarietà.

    Anche papa Francesco, giorni fa, ha inviato ai cristiani di Mosul in Kurdistan un messaggio di vicinanza e di desiderio di essere con loro.

    Il patriarca caldeo di Baghdad, Louis Sako, visitando i profughi nel Kurdistan ha chiesto ai suoi fedeli in Iraq di digiunare nei giorni precedenti il Natale e di celebrare le feste  - compreso Capodanno - con sobrietà, proprio per avvicinarsi alle ferite  e all'abbandono di chi ha perso tutto a causa della fede, domandando al Signore Gesù il ritorno a casa, a Mosul.

    Noi di AsiaNews proponiamo a tutti voi amici lo stesso gesto di digiuno e di sobrietà e vi domandiamo che il corrispettivo del superfluo risparmiato sia donato per i bisogni essenziali dei nostri fratelli profughi, continuando la campagna "Adotta un cristiano di Mosul".

    In calce a questo articolo elenchiamo le modalità con cui potete contribuire alla campagna. (BC)

     

    P. Bernardo Cervellera

    Direttore

    AsiaNews

     

    Le confermo che il comitato dei vescovi per aiutare i cristiani iracheni rifugiati, ha ricevuto nel mese di Novembre due donazioni da parte vostra (Asia News):

    1.    La somma di (86.569 $) nel 19 Novembre 2014.

    2.    La somma di (180.085 $) nel 30 Novembre 2014.

    In Totale: 266.654 $.

    Queste donazioni sono usate per aiutare i nostri fedeli nella loro condizione difficile in particolare nel periodo d'inverno dove il freddo, la pioggia e la neve fanno drammatica di più loro vita.

    Il maggior numero delle nostre famiglie vive ancora in container o nelle aule di catechismo o ancora nelle scuole pubbliche. Non è facile vivere in una situazione del genere dove non c'è più una privacy per la famiglia, o uno spazio libero per realizzare un minimo di diritti alla vita umana. 

    Sono passati circa 6 mesi, e i segnali positivi per liberare la nostra terra dai militanti islamici non si vedono ancora. Anzi ci sentiamo abbandonati al nostro destino, condannati a rimanere rifugiati nel nostro Paese. Non è facile per un uomo vivere come rifugiato nella sua patria, senza casa, lavoro, o uno sguardo positivo al futuro.

    Questa situazione drammatica non ci ostacola nell'annunciare con forza la nostra fiducia nella fede nostra: siamo orgogliosi di essere cristiani nonostante tutti gli ostacoli contrari al nostro credo. Non abbandoneremo mai il nostro modo cristiano di vivere e di agire. Possiamo perdere tutto, ma non abbandoniamo la fede cristiana. Sopportiamo le difficoltà dolorose, ma rimaniamo fedeli al nostro Signore: Lo attendiamo con gioia che nasca fra di noi e fra tutti i popoli, perché tutti gli uomini possano cercare la pace mondo nel Bambino Gesù.    

    Il Signore vi benedica

    + Amel NONA
    Arcivescovo di Mosul dei caldei

    14 dicembre 2014

     

     

    Il TUO CONTRIBUTO

    Le donazioni possono essere inviate in modi diversi. Tutti devono avere la causale "AsiaNews- Adotta un cristiano di Mosul":

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