08/08/2007, 00.00
INDIA
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Vescovo di Mumbai: sviluppo economico tuteli le esigenze della popolazione

Alla luce di un nuovo progetto di Sez in Mahrashtra, che richiederà espropri di terre, la Chiesa indiana avverte: lo sviluppo economico deve considerare le esigenze della popolazione, pena violenze e disordini sociali.

New Delhi (AsiaNews) – Il governo vuole creare a Uttan-Gorai la seconda maggior Zona economica speciale (Sez) dello Stato del Maharashtra, su 5740 acri in 10 villaggi. Per farlo è necessario spostare migliaia di residenti, per il 90% cattolici. L’arcivescovo di Mumabi, mons. Oswald Gracias, spiega ad AsiaNews i rischi che questi progetti facciano esplodere la violenza all'interno di intere comunità.

Nella nuova Sez si vuole realizzare un parco giochi per turisti simile a Disneyland e Las Vegas. Ma il gruppo Essel World, promotore del progetto, ha nascosto al governo che possiede solo una piccola parte della terra necessaria, mentre la gran parte è contesa con la Gorai Machchimar Sahakari Sanstha Ltd. In passato già hanno realizzato opere senza tenere conto delle leggi di tutela ambientale, tra cui una via di passaggio tra le mangrovie che l’Alta Corte ha ritenuto illegittima.

Circa il 60% dei residenti sono pescatori, contadini e artigiani e la Sez non porta loro benefici, ma ne mette in pericolo i tradizionali mezzi di sostentamento. Per questo sono già state raccolte 10mila firme contro il progetto.

La diocesi di Mumbai chiede che ci sia un'attenta verifica del progetto e delle sue conseguenze per la popolazione residente. Il 5 agosto ha organizzato un incontro alla chiesa di Nostra Signora del Mare. Dal canto suo, mons. Gracias, il 28 luglio sul settimanale diocesano The Examiner, ha invitato tutti a partecipare alle dimostrazioni e alle altre iniziative contro il “furto” dei diritti e dei mezzi di sostentamento di pescatori e contadini locali.

Padre Anthony Charanghat, portavoce dell’arcidiocesi, spiega che “uno studio mondiale della Confederazione internazionale delle libere unioni di commercio ha concluso che, nonostante le promesse di aiuti per gli sfollati nei progetti di sviluppo, i loro diritti e il loro benessere sono spesso calpestati. Chiediamo uno studio adeguato su questo progetto, così che il governo non possa dimenticare quanto promette”.

Dolphy D’Souza, presidente del Bombay Catholic Sabha, spiega ad AsiaNews che “è in corso una raccolta di firme, perché il Sez non considera i problemi della popolazione. Vogliamo essere certi che, prima che sia approvato il piano, il governo consideri le effettive esigenze degli abitanti locali. Contiamo di raccogliere 30mila firme entro agosto. Vogliamo coinvolgere i parroci, perché spieghino a tutti  la questione”.

Anche mons. Gracias si dice “preoccupato” su questo progetto, perché occorre che prima la popolazione ne comprenda ogni conseguenza. “La Chiesa ha la missione – dice ad AsiaNews – di guidare e aiutare i fedeli e ispirare un giusto rispetto dei beni della terra e nelle relazioni socio-economiche. Siamo preoccupati per gli effetti di lungo termine del Sez sulla popolazione di Gorai. Occorre considerare le possibili conseguenze future e invito con forza la popolazione a riflettere sul problema. C’è il pericolo che i residenti siano espropriati dalla terra che occupano da generazioni e molti avrebbero grandi difficoltà a svolgere un lavoro diverso da quelli tradizionali”.

“Ho  un serio timore di violenze come quelle avvenute nel Nandigram e nel Singur - confessa il presule - la violenza esplode quando la gente è trattata in modo ingiusto e la situazione è diventata incontrollabile, la Chiesa di Bombay vuole impedirlo. Per questo vogliamo discutere subito le possibili  conseguenze di questa Sez e vedere insieme cosa fare. E’ importante che la gente ne sia cosciente e sia preparata”. (NC)

 

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