30/01/2009, 00.00
CINA - UE
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Wen Jiabao e Barroso dialogano sull’economia. Silenzio sui diritti umani

Prossimo summit Cina-Ue in aprile. A tema: far fronte comune sulla crisi economica; cooperazione commerciale, culturale e lavoro comune sul clima. Taiwanesi, tibetani, Falun Gong e Amnesty International domandano impegno sui diritti umani, ma senza risultati. Il 9 febbraio la Cina dovrà sottostare alla verifica periodica sui diritti umani alla Commissione Onu di Ginevra.

Bruxelles (AsiaNews) – Cina e Unione europea sono d’accordo a tenere al più presto un summit sul’economia e sul commercio. Lo hanno annunciato il premier Wen Jiabao e Manule Barroso, presidente della Commissione Ue, al termine di un colloquio tenuto oggi a Bruxelles. Wen era giunto ieri sera nel quartier generale Ue all’interno del suo “viaggio della fiducia” in alcuni stati europei.

Entrambi hanno deciso di tenere il 2° Forum Cina – Ue entro l’aprile 2009. Tale incontro era stato programmato per lo scorso dicembre, durante la presidenza francese, ma la Cina aveva rifiutato di parteciparvi dopo che Nicolas Sarkozy aveva deciso di incontrare il Dalai Lama a Danzica.

L’incontro fra Wen e la Commissione Ue ha toccato vari temi: la preparazione al G20 di Londra, la lotta contro i cambiamenti climatici; traffico aereo; energia pulita; cooperazione nell’educazione e nella ricerca.

A causa della crisi economica mondiale, la Cina è desiderosa di ampliare i rapporti commerciali con l’Ue, dato l’abbassamento della domanda dall’estero che sta spingendo molte fabbriche cinesi a chiudere. Anche l’Ue vuole accrescere i legami commerciali, chiedendo abbassamenti delle tasse delle importazioni in Cina e un aggiustamento dei bilanci di pagamento.

La questione dei diritti umani sembra sia acqua ormai passata. Nei mesi scorsi il parlamento europeo aveva invitato il Dalai Lama a parlare a Bruxelles e ha conferito il premio Sacharov all’attivista Hu Jia, in prigione per aver pubblicato nella rete alcuni articoli sulla democrazia.

Tibetani, taiwanesi, membri del Falun Gong continuano a chiedere prese di posizione da parte della Ue sui diritti umani violati in Cina, ma essi sembrano cadere su orecchie sorde. Anche Amnesty International ha domandato un maggior impegno della Ue per la liberazione di Hu Jia e a favore del dissenso, specie in vista della verifica periodica sui diritti umani all’Onu di Ginevra, a cui la Cina dovrà sottostare il 9 febbraio prossimo.

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