01/02/2018, 08.51
MYANMAR
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Yangon, bomba incendiaria sulla casa di Aung San Suu Kyi

Causati solo danni minori. L’edificio è la villa in cui la leader democratica ha passato lunghi anni agli arresti domiciliari. Rinnovate critiche della comunità internazionale investono la Signora. Il governo rimuove il diplomatico statunitense Bill Richardson da un gruppo consultivo sulla crisi in Rakhine. Egli dichiara: “Aung San Suu Kyi rimane per il Myanmar la migliore speranza di cambiamento”.

Yangon (AsiaNews/Agenzie) – Ignoti hanno lanciato questa mattina una bomba incendiaria all’indirizzo della casa di Aung San Suu Kyi. È quanto afferma un portavoce del governo birmano, aggiungendo che al momento dell’incidente la leader democratica non si trovava all’interno dell’edificio. La Signora si trova infatti a Naypyitaw, dove dovrebbe tenere un discorso al Parlamento per celebrare il secondo anniversario della salita al potere del suo partito, la National League for Democracy (Nld).

“Era una molotov”, conferma il portavoce Zaw Htay, senza fornire ulteriori dettagli sul possibile movente dietro il raro attacco contro l'eroina della democrazia del Myanmar. La bomba incendiaria ha causato danni minori. Tuttavia, l'attacco alla villa in cui Aung San Suu Kyi è stata detenuta per lunghi anni di arresti domiciliari da parte della ex-giunta militare è estremamente simbolico.

Nelle ultime settimane, rinnovate critiche della comunità internazionale hanno investito la leader civile birmana per la sua gestione dell’emergenza umanitaria in Rakhine, che ha causato l’esodo in Bangladesh di oltre 650mila profughi appartenenti alla minoranza islamica Rohinghya. Lo scorso 25 gennaio, il governo di Naypyitaw ha dichiarato di aver rimosso il diplomatico statunitense Bill Richardson da un gruppo consultivo sulla crisi, accusando l’ex governatore del New Mexico di un “attacco personale” ad Aung San Suu Kyi nella sua pungente lettera di dimissioni.

Ciò nonostante, il mediatore Usa afferma che la Signora rimane per il Myanmar la migliore speranza di cambiamento. Richardson sostiene che Aung San Suu Kyi abbia sviluppato una “sindrome dell’accerchiamento” nella sua posizione di Consigliere di Stato del Myanmar, ma ha aggiunto che i governi occidentali dovrebbero continuare a collaborare con lei. “Penso che l'esercito del Myanmar sia da incolpare per molte cose e l'unica persona che può capovolgere la situazione, credo, è Aung San Suu Kyi, e dovrebbe iniziare a farlo”, conclude.

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