22/10/2021, 08.45
MYANMAR
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Yangon: riarrestati 110 prigionieri rilasciati

A dare la notizia è l' Assistance Association for Political Prisoners che monitora le detenzioni e le uccisioni nel Paese. Alcuni sono stati riportati in carcere a fronte di nuove accuse. Diversi giornalisti e attivisti restano imprigionati. 

Yangon (AsiaNews/Agenzie) - La giunta del Myanmar ha riarrestato più di 100 manifestanti anti-golpe che erano stati liberati nei giorni scorsi. A dare la notizia è il gruppo umanitario Assistance Association for Political Prisoners (Aapp), che registra le detenzioni e le uccisioni nel Paese. 

L’ex Birmania è precipitata nel caos da quando il primo febbraio l’esercito ha preso il potere con un colpo di Stato e ha poi represso con la violenza le proteste anti-golpe. Secondo l’Aapp, finora oltre 1.100 persone sono state uccise dalla giunta militare e più di 8mila sono state arrestate.

Il 18 ottobre i militari hanno annunciato che avrebbero liberato circa 5.600 prigionieri politici in occasione del festival buddhista di Thadingyut. Le agenzie internazionali non sono state in grado di confermare il numero esatto di persone rilasciate, ma molti hanno dovuto firmare un documento in cui dichiaravano di rifiutare il coinvolgimento in attività politiche una volta liberati.

Secondo l’Aapp, alcune persone prima liberate sono state arrestate di nuovo non appena arrivate a casa. “Ad altri a cui è stato detto che erano nella lista degli scarcerati, sono stati portati all'ingresso del carcere, per poi essere riportati dentro a fronte di ulteriori accuse”. 

A giugno la giunta militare aveva rilasciato più di 2mila manifestanti, ma molti attivisti e giornalisti, tra cui lo statunitense Danny Fenster, arrestato il 24 maggio, sono ancora detenuti. Anche l’ex leader del Paese Aung San Suu Kyi resta in carcere e continua ad affrontare in tribunale una serie di accuse della giunta, che potrebbero potenzialmente tenerla in prigione per decenni.

La recente amnistia era stata concessa per le pressioni internazionali. La settimana scorsa l'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean), abbandonando la propria linea di non interferenza negli affari interni di un Paese membro, aveva deciso di escludere il leader della giunta Min Aung Hlaing da un vertice regionale che si terrà a fine mese.

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