26/03/2020, 08.50
YEMEN - A. SAUDITA - ONU
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Yemen, spiragli di pace: le parti in lotta raccolgono l’appello Onu alla tregua

Il timore di una epidemia di coronavirus nel Paese preoccupa gli osservatori internazionali. Le strutture sanitarie sono al collasso e incapaci di offrire cure adeguate. Houthi e coalizione araba a guida saudita favorevoli a un cessate il fuoco, ma si aspettano una attuazione pratica sul terreno. 

Sana’a (AsiaNews/Agenzie) - In Yemen si apre un tenue spiraglio di pace. In queste ore le diverse fazioni in lotta hanno accolto con favore una richiesta delle Nazioni Unite per un cessate il fuoco con effetto immediato mentre il Paese, entrato nel sesto anno di guerra, deve affrontare una grave crisi umanitaria e il pericolo di una possibile epidemia di coronavirus. E come ha sottolineato ad AsiaNews il viario d’Arabia nei giorni scorsi, il virus avrebbe un impatto “devastante”

Ieri sera un portavoce della coalizione araba a guida saudita ha dichiarato di sostenere la scelta del governo yemenita di voler dare seguito all’appello di pace Onu. Stessa posizione anche per il fronte opposto, i ribelli Houthi sostenuti dall’Iran che controllano la capitale Sana’a, i quali chiedono però che vi sia una applicazione concreta sul terreno del cessate il fuoco. 

Sullo sfondo si affaccia in questi giorni anche il pericolo di una epidemia di coronavirus nel Paese, il più povero della Penisola araba e martoriato da sei anni di conflitto che hanno provocato oltre 100mila vittime e spinto milioni sulla soglia della fame. Al momento non vi sono casi ufficiali di Covid-19, ma è anche difficile una verifica a causa di un sistema sanitario al collasso. 

Il colonnello Turki al-Malki, portavoce della coalizione a guida saudita, afferma di sostenere gli sforzi per una tregua, lanciati in queste ore dal segretario generale Onu Antonio Guterres che invita a riprendere i dialoghi di pace interrotti nel dicembre 2018. “Aspettiamo - aggiunge il militare - che questa decisione sia resa efficace all’atto pratico”. Aperture nella direzione di una de-escalation del conflitto vengono anche dal fronte Houthi, con il capo politico Mahdi al-Mashat che si dice disponibile anche a un “rilascio dei prigionieri”. 

I timori per un possibile impatto del coronavirus sul Paese sono confermati da esperti e operatori sanitari. “Abbiamo una pandemia - sottolinea Tamuna Sabadze, direttore locali dell’International Rescue Committee - che minaccia di sopraffare un sistema sanitario già a pezzi”. Nello Yemen milioni di persone dipendono da aiuti e gli ospedali sono fra gli edifici più colpiti dalla guerra.

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