09/09/2013, 00.00
FILIPPINE
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Zamboanga, i nuovi scontri tra esercito e ribelli islamisti ‘minacciano i negoziati di pace’

Nelle prime ore di oggi i guerriglieri del Moro National Liberation Front hanno attaccato la città di Zamboanga. Morti, feriti ed ostaggi nelle aree colpite. L’esercito sorveglia la zona con un massiccio dispiegamento di truppe. Fonti cattoliche ad AsiaNews: “L’attacco potrebbe essere stato pianificato per disturbare la visita del ministro degli Interni”.

Zamboanga (AsiaNews) - Morti, feriti e decine di ostaggi: è il bilancio degli scontri registrati questa mattina tra i guerriglieri del Moro National Liberation Front (Mnlf) ed esercito filippino nell'area di Zamboanga. Lo conferma ad AsiaNews p. Giulio Mariani, missionario del Pime impegnato nel Centro Euntes, il quale aggiunge: "Stiamo bene, ma non usciamo dal nostro centro; la situazione resta ancora molto tesa e confusa".

Circa 100 guerriglieri islamisti, giunti via mare da Mindanao, sono sbarcati nelle prime ore di oggi sulle coste di Zamboanga e hanno dato vita a un confronto a fuoco con le truppe governative nei pressi di Rio Hondo. "Non è stato difficile per i ribelli arrivare a Zamboanga senza essere fermati dall'esercito - spiega p. Mariani - l'area di Rio Hondo è a maggioranza musulmana, è probabile che le armi fossero già nascoste nelle abitazioni da prima che i guerriglieri sbarcassero".

I ribelli islamisti del Mnlf, fronte separatista islamico nato alla fine degli anni '60, reclamano l'indipendenza da Manila e la creazione di un Paese musulmano nell'arcipelago meridionale di Mindanao, ricco di risorse sotterranee. A dispetto di un trattato di pace firmato nel 1996, le ostilità tra ribelli e autorità centrale hanno continuato a segnare il sud del Paese a fasi alterne, portando anche alla scissione del fronte indipendentista in gruppi minori. Tra questi, il Moro Islamic Liberation Front (Milf) ha firmato con Manila una bozza di pace a Kuala Lumpur nei mesi scorsi; tale tregua, accolta con scetticismo da entrambe le parti, rischia di sfumare a seguito di attacchi come quello odierno.

Secondo altre fonti non confermate, un manipolo di guerriglieri con circa 30 ostaggi si è diretto verso il municipio di Zamboanga tentando di sostituire la propria bandiera indipendentista a quella filippina. "È uno degli obiettivi principali di ogni loro attacco" ha spiegato il sindaco, Isabelle Climaco-Salazar.

Il portavoce delle Forze Armate, colonnello Ramon Zagala, ha dichiarato poi che "circa 800 uomini sono stati dispiegati in città per contenere l'avanzata ribelle ed evitare che questa si diffonda nelle aree limitrofe". Secondo fonti cattoliche, "potrebbe non essere un caso che l'attacco dei guerriglieri islamisti sia coinciso con la visita del ministro degli Interni, Mar Roxas, in programma oggi a Zamboanga".

 

 

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