11/04/2018, 13.52
INDONESIA
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‘Autogol’ degli estremisti islamici: lanciano e poi ritrattano accuse di blasfemia

di Mathias Hariyadi

Una poesia letta in tv da un politico nazionalista aveva scatenato le ire dell’Indonesian United Muslim Forum (Fuib). Il poema era però stato scritto nel 1987 da un illustre religioso musulmano, nono consigliere capo di Nahdlatul Ulama (Nu), la più grande organizzazione islamica moderata d’Indonesia. Essa vanta oltre 80milioni di affiliati e, secondo gli analisti, è il nemico più temuto dai radicali.

Jakarta (AsiaNews) –Si è risolta con scuse ufficiali l’ultima controversia politica, nata da un presunto caso di blasfemia, sollevato dagli estremisti islamici contro un esponente del nazionalismo indonesiano. Dopo il “caso Ahok” e a pochi giorni da quello che ha visto protagonista Sukmawati Soekarnoputri, figlia del primo presidente del Paese Sukarno, al centro delle critiche delle formazioni islamiche più radicali è finito il governatore di Central Java, Ganjar Pranowo. Membro dell’Indonesian Democratic Party Struggle (Pdip), partito fondato da Megawati Soekarnoputri, ex capo di Stato e sorella maggiore di Sukmawati, il 50enne Pranowo correrà per il suo secondo mandato nelle prossime elezioni amministrative del 27 giugno.

Central Java rappresenta il secondo governatorato del Paese quanto a potere strategico e sarà teatro di una combattuta consultazione elettorale tra Pranowo e Sudirman Said. Quest’ultimo era in precedenza un ministro dell’attuale presidente Joko Widodo, prima di esser sollevato dal suo incarico, per motivazioni ancora non chiare, e divenire uno dei maggiori sostenitori di Anies Baswedan, governatore di Jakarta ed esponente islamista. La vittoria di Baswedan di aprile 2017 rappresenta il più grande successo politico degli estremisti negli ultimi anni. Gli analisti temono tuttavia che essi possano usare gli stessi metodi per conquistare anche Central Java, usando le sensibili tematiche religiose per ostacolare la corsa dell’avversario.

Anche in questa campagna elettorale, i movimenti radicali hanno atteso un presunto passo falso del candidato opposto per montare una campagna denigratoria. Alcuni giorni fa, durante un programma televisivo Pranowo ha letto alcuni versi di una poesia che recitavano: “Hai detto che Dio è molto vicino/ (Ma) Lo hai sempre chiamato ad alta voce ogni volta”. Credendo fosse egli stesso l’autore, i militanti dell’Indonesian United Muslim Forum (Fuib) hanno accusato il politico nazionalista di “aver insultato l’islam”, promettendo importanti manifestazioni di protesta.

Gli islamisti hanno poi scoperto ieri che la poesia recitata era stata scritta nel 1987 da Kiai Hajj Ahmad Mustofa Bisri (foto 2), importante e carismatico leader musulmano di Rembang (Central Java). Nato nel 1944, egli è soprannominato con affetto “Gus Mus” ed è a capo di una scuola islamica locale. Il religioso è una figura molto rispettata nel Paese ed è il nono consigliere capo di Nahdlatul Ulama (Nu), la più grande organizzazione islamica moderata d’Indonesia che vanta oltre 80milioni di affiliati.

A poche ore dalla scoperta, il Fuib ha tenuto a Jakarta una conferenza stampa (foto 1) per chiedere scusa a Nu ed a Gus Mus ed annunciare la cancellazione delle manifestazioni. “Abbiamo deciso di chiedere perdono a Nahdlatul Ulama e Kiai Hajj Gus Mus per la nostra protesta programmata contro la recita del poema, non appena abbiamo scoperto che esso non è stato scritto da Pranowo, bensì da Gus Mus – ha dichiarato Rahmat Himran, leader del Fuib – Abbiamo diffuso alcune comunicazioni errate e per questo motivo chiediamo loro scusa”. La rapida reazione degli estremisti all’errore commesso induce diversi analisti ad affermare che è proprio Nahdlatul Ulama il nemico più temuto dai movimenti radicali.

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