'Basta presidenti': l'ultima battaglia anticorruzione di Xi Jinping
Un nuovo regolamento a Pechino impone una stretta sulla creazione di sezioni regionali in ogni organismo, limitando l'uso dei titoli per i dirigenti locali. "Alimentano la proliferazione degli incarichi e il malaffare". Di fatto è un'ulteriore misura di controllo sulla società civile organizzata. Intanto Xi promuove due alti generali dopo le purghe nell'esercito.
Pechino (AsiaNews) - Stop ai presidenti nelle organizzazioni locali in Cina. Nella campagna “anticorruzione” che accompagna il controllo sempre più stretto sulla società in Cina, l’amministrazione di Xi Jinping ha scelto un nuovo obiettivo simbolico. Dal 1° agosto entreranno in vigore nuove regole che contengono una stretta sulla creazione di sezioni regionali e limitano l'utilizzo di titoli come “presidente” o “chairman” per i responsabili delle strutture locali.
Le nuove Misure amministrative per le sezioni e gli uffici di rappresentanza delle organizzazioni sociali, pubblicate dal ministero degli Affari civili, si inseriscono nel più ampio processo di centralizzazione e supervisione del settore associativo promosso da Pechino. Secondo le autorità, l'obiettivo sarebbe quello di riportare le organizzazioni sociali alla loro funzione originaria di servizio pubblico, eliminando pratiche considerate fonte di irregolarità e di interessi economici privati. Il provvedimento è stato preceduto dalla pubblicazione di sette casi di violazioni commesse da associazioni nazionali di categoria e camere di commercio, presentati dalle autorità come esempi delle distorsioni da correggere.
Negli ultimi anni molte associazioni nazionali avevano esteso la propria presenza sul territorio attraverso una rete di sedi provinciali e cittadine. Queste strutture sono accusate di aver operato con ampi margini di autonomia, raccogliendo fondi, svolgendo attività commerciali o conferendo incarichi e riconoscimenti senza un controllo effettivo da parte dell'organizzazione centrale.
Le nuove disposizioni vietano in modo esplicito la costituzione di sezioni su base territoriale, di organismi fondati su legami di clan o familiari o di strutture con competenze sovrapposte. Tra gli aspetti più singolari figura la standardizzazione dei titoli dei dirigenti. Le sezioni locali non potranno più utilizzare qualifiche come “presidente”, una pratica che, secondo il ministero, alimenterebbe la proliferazione di incarichi puramente onorifici e favorirebbe il “commercio” dei titoli, con conseguente perdita di credibilità delle organizzazioni.
Per giustificare la stretta, le autorità richiamano alcuni casi recenti. Tra questi figura la China Xiao Jun Research Association, nata per promuovere gli studi sullo scrittore Xiao Jun, ma accusata di aver creato numerose organizzazioni con denominazioni nazionali utilizzate per attività commerciali estranee alla propria missione. Un altro esempio è quello della China Medical Supplies Association, sanzionata per aver sviluppato una rete di sottosezioni e alleanze locali in violazione delle norme.
La riforma si inserisce nella più ampia strategia del presidente Xi Jinping di rafforzare la supervisione del Partito comunista sulla società civile organizzata. Negli ultimi anni Pechino ha progressivamente irrigidito il quadro normativo per fondazioni, associazioni, organizzazioni non governative e organismi professionali, chiedendo una maggiore trasparenza amministrativa ma anche una più stretta adesione agli indirizzi politici del governo.
Nel frattempo proprio oggi Xi Jinping, ha presieduto a Pechino la cerimonia di promozione al grado di generale di due alti ufficiali dell'Esercito popolare di liberazione: Zhang Shuguang, segretario della Commissione disciplinare militare e direttore della Commissione di vigilanza della Commissione militare centrale, e Wang Gang, comandante dell'Aeronautica militare, hanno ricevuto il nuovo grado. Le promozioni si inseriscono nel più ampio processo di riorganizzazione dei vertici delle forze armate voluto da Xi Jinping, che negli ultimi anni ha accompagnato la campagna anticorruzione con una vasta epurazione di ufficiali di alto rango. L'inchiesta ha colpito in particolare la Forza missilistica dell'Esercito popolare di liberazione e il Dipartimento per lo sviluppo degli armamenti, portando alla rimozione di numerosi comandanti e dirigenti militari.





