27/02/2026, 11.45
BANGLADESH
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A Dhaka la Fiera del Libro Amar Ekushey rilancia la cultura bengalese

di Sumon Corraya

Inaugurata dal primo ministro Tarique Rahma la kermesse “Bangladesh multidimensionale”, rimandata per le elezioni. Svolta presso la Bangla Academy, celebra i martiri del Movimento linguistico del 1952; promuove democrazia e cultura attraverso la lettura in un Paese che è in coda alle classifiche sul numero di libri letti. Con 549 editori punta a diventare un evento internazionale.

Dhaka (AsiaNews) - La Fiera del Libro Amar Ekushey 2026 ha aperto i battenti a Dhaka, sull’onda dell’appello a rafforzare lo spirito democratico del Paese attraverso conoscenza e cultura. Inaugurando la fiera nella sede della Bangla Academy, il primo ministro Tarique Rahman ha descritto il festival, che durerà un mese, come “vivaio di istruzione e sviluppo culturale”, esortando i cittadini e cittadine, in particolare i giovani, a riscoprire l’abitudine alla lettura in un’epoca sempre più dominata dagli schermi.

La Fiera del Libro Amar Ekushey è nata nel 1972 come piccola mostra commemorativa; venne istituzionalizzata ufficialmente dalla Bangla Academy nel 1978, diventando l’evento letterario più grande e simbolico del Bangladesh. La nuova edizione, dal titolo “Bangladesh multidimensionale”, è iniziata con alcune settimane di ritardo rispetto al solito, a causa delle elezioni nazionali. 

Tradizionalmente è inaugurata l’1 febbraio, la fiera è un punto di riferimento culturale che commemora i martiri del Movimento linguistico, studenti e attivisti uccisi a Dhaka il 21 febbraio 1952 dalla polizia pakistana durante le proteste per il riconoscimento del bengalese. Il ritardo, tuttavia, non ha offuscato l’entusiasmo di editori, lettori e intellettuali, che hanno affollato la cerimonia di inaugurazione.

Il primo ministro, accompagnato dalla moglie, la dottoressa Zubaida Rahman, e dalla figlia, l’avvocata Jaima Rahman, ha inaugurato la fiera consegnando il Premio Letterario Bangla Academy 2025 a otto scrittori in categorie che spaziano dalla saggistica alla letteratura per l’infanzia, dalla ricerca alla traduzione. La cerimonia è iniziata con il canto dell'inno nazionale.

Nel suo discorso, Rahman ha affermato che il governo neoeletto intende costruire “un Bangladesh prospero, meritocratico e democratico”, aggiungendo che una società fondata sulla conoscenza non può coesistere con l’oppressione o la censura. “In un Bangladesh libero dal fascismo, è iniziato il percorso di un governo democratico, eletto direttamente dal popolo”, ha affermato. “Questo governo, responsabile nei confronti del popolo, vuole illuminare il Paese con la luce della conoscenza”.

La fiera, che proseguirà fino al 15 marzo, sarà aperta tutti i giorni dalle 14 alle 21, mentre nei giorni festivi aprirà prima, alle 11. I cancelli d’ingresso chiuderanno alle 20:30. Vi partecipano in totale 549 case editrici, con 81 stand situati all’interno del complesso della Bangla Academy, e 468 nella più ampia estensione di Suhrawardy Udyan. È stata inoltre creata un’area dedicata a 87 piccole riviste, mantenendo una lunga tradizione di sostegno alle pubblicazioni letterarie sperimentali e alternative.

Gli editori avevano inizialmente espresso preoccupazione riguardo alla partecipazione di quest’anno, a causa della vicinanza del Ramadan, che temevano potesse ridurre le vendite di libri e l’affluenza. Molti stand sono stati allestiti solo dopo che il governo ha accettato di rinunciare al 100% dell’affitto degli stand, decisione dell'ultimo minuto che ha contribuito a garantire un’ampia partecipazione. Syed Zakir Hossain della Adorn Publications ha affermato che la capacità della comunità di unirsi e mantenere viva la fiera è già di per sé un risultato. Nonostante il rischio di perdite finanziarie, ha affermato: “Considero un successo per noi continuare la fiera del libro, piuttosto che non tenerla”.

Inoltre, la Bangla Academy ha annunciato che la fiera del 2026 è stata designata come evento “zero rifiuti”. I sacchetti di plastica e il fumo sono vietati all’interno del parco, nell’ambito di uno sforzo per rendere il più grande raduno culturale del Paese rispettoso dell’ambiente.

Nel suo discorso, Tarique Rahman ha sottolineato anche il significato simbolico più profondo della Fiera del Libro Ekushey. “È più di un mercato del libro”, ha affermato. “È diventata un simbolo del nostro talento e del nostro pensiero. La fiera di oggi incarna le aspirazioni dei martiri della lingua”. Ha lamentato il declino delle abitudini di lettura in Bangladesh, sottolineando il 97esimo posto su 102 in un recente sondaggio globale. In media, un bangladese legge solo tre libri all’anno. Ha sottolineato la necessità di riconnettersi con i libri stampati, la cui profondità e consistenza rimangono ineguagliabili dalle alternative digitali. 

Rahman ha affermato che la fiera deve ispirare una nuova generazione di lettori, aggiungendo che la Bangla Academy dovrebbe iniziare a pianificare la trasformazione della fiera nazionale in una fiera internazionale. Una tale espansione, ha sostenuto, contribuirebbe a promuovere uno scambio più stretto con la letteratura mondiale e a rafforzare il continuo impegno del Bangladesh affinché il bengalese sia riconosciuto come lingua ufficiale delle Nazioni Unite.

Prima di lasciare la sede, il primo ministro ha tagliato il nastro per inaugurare ufficialmente la fiera e ha visitato diversi stand, parlando con editori e scrittori. Ha concluso il suo discorso esortando i cittadini di ogni provenienza, indipendentemente dalle opinioni politiche, dalla religione o dalla casta, a lavorare insieme per un “Bangladesh sicuro, umano e prospero prima di tutto”.

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