A Seoul coi microchip corre anche la speculazione finanziaria
Nella bufera 16 nuovi titoli derivati legati all'andamento delle azioni di Samsung e SK hynix. Lanciati sul mercato a fine maggio per cavalcare la domanda legata all'intelligenza artificiale, in poche settimane stanno amplificando in maniera pericolosa le oscillazioni nelle quotazioni del KOSPI, l'indice della Borsa di Seoul. I rischi per i piccoli risparmiatori.
Seoul (AsiaNews) – Il boom della domanda di microchip alimentata dalla diffusione capillare dei sistemi di intelligenza artificiale sta trainando a un ritmo impetuoso gli indici della Borsa di Seoul. Ma alimenta anche bolle speculative che rischiano di mandare in rovina i piccoli risparmiatori che si lasciano tentare dalla prospettiva di un guadagno facile.
È il nodo che sta dietro all’acceso dibattito scoppiato in questi giorni in Corea del Sud intorno ai nuovi ETF (Exchange Traded Funds) legati al settore dei microprocessori. Gli ETF sono particolari strumenti di investimento collegati a un indice che spesso, attraverso il meccanismo della leva finanziaria, ne amplificano guadagni e perdite. Al centro della controversia ci sono 16 di questi nuovi titoli che sono stati lanciati a fine maggio in Corea del Sud e sono stati collegati all’andamento dei titoli dei due principali produttori di microchip del Paese: Samsung Electronics e SK hynix. Queste aziende rappresentano oltre la metà della capitalizzazione del KOSPI, l’indice azionario della Borsa di Seoul, e sono considerate strategiche per l’economia sudcoreana.
L’obiettivo degli ETF sui microchip era consentire agli investitori di puntare con maggiore forza sulle prospettive del settore. Tuttavia, il loro debutto è stato seguito da risultati deludenti: nell’arco di un mese tutti i fondi hanno registrato rendimenti negativi, con perdite fino al 35,9%. Le autorità di vigilanza ritengono che questi strumenti abbiano contribuito ad aumentare la volatilità del mercato invece di favorirne la stabilità.
Il problema deriva dal funzionamento degli ETF a leva. Per mantenere costante il livello di esposizione promesso agli investitori, i gestori devono effettuare ogni giorno operazioni di acquisto e vendita dei titoli sottostanti, un processo noto come ribilanciamento. Quando le azioni di Samsung Electronics o SK hynix scendono, gli ETF sono spesso costretti a vendere ulteriori azioni per adeguare la propria posizione. Questo può accentuare il ribasso dei titoli, alimentando un circolo vizioso che aumenta la volatilità dell’intero mercato azionario coreano.
Le preoccupazioni hanno spinto sia la Financial Supervisory Service (FSS) sia la Bank of Korea a lanciare ripetuti avvertimenti. Secondo il governatore della FSS Lee Chan-jin, l’utilizzo della leva finanziaria espone gli investitori, soprattutto quelli al dettaglio, a perdite molto elevate e può compromettere la stabilità finanziaria delle famiglie. Lo stesso dirigente ha ammesso che l’autorizzazione concessa agli ETF potrebbe essere stata affrettata. Anche la banca centrale ha sottolineato che concentrare grandi flussi di capitale su pochi titoli rischia di rendere il mercato più instabile.
Sul piano politico, alcuni esponenti del People Power Party, il principale partito di opposizione, stanno chiedendo il delisting, cioè la rimozione di questi ETF dalla Borsa, sostenendo che abbiano trasformato il mercato azionario in un ambiente dominato dalla speculazione. Tuttavia, un ritiro appare improbabile, sia perché la normativa coreana consente il delisting solo in casi specifici, sia perché eliminare contemporaneamente tutti questi prodotti potrebbe provocare ulteriore instabilità e minare la fiducia degli investitori.
Le autorità stanno quindi valutando soluzioni alternative, come l’introduzione di requisiti più severi per l’acquisto e la vendita di questi titoli per limitare le operazioni speculative. Lo stesso ministro delle Finanze sudcoreano Koo Yun-cheol durante un’audizione in parlamento ha dichiarato che il governo sta valutando interventi per ridurre i problemi. Koo li ha attribuiti a “criticità inattese” che non erano state prese in considerazione quando il governo aveva analizzato i possibili effetti dei nuovi titoli sui mercati valutari e finanziari.
Nonostante il KOSPI abbia fatto registrare un rialzo superiore al 100% dall'inizio dell'anno, negli ultimi mesi ha mostrato oscillazioni molto marcate. Un segnale evidente dell'instabilità è rappresentato dal ricorso sempre più frequente ai meccanismi di emergenza previsti dal mercato. Nel 2026 la Korea Exchange ha già infatti attivato sei circuit breaker, il sistema che sospende temporaneamente le contrattazioni quando l'indice perde oltre l'8% in una sola seduta. Si tratta di un dato eccezionale, considerando che prima del 2026 questo strumento era stato utilizzato solo sei volte complessivamente.
Anche i cosiddetti sidecar - che interrompono temporaneamente gli scambi sui prodotti finanziari derivati per contenere l'eccessiva volatilità - sono stati attivati 32 volte, superando il precedente record annuale di 26 registrato durante la crisi finanziaria del 2008. Questi dati rafforzano le preoccupazioni delle autorità sulla stabilità del mercato.
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