11/12/2018, 08.47
INDONESIA
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Ahok, ex governatore di Jakarta, sarà libero il prossimo 24 gennaio

di Mathias Hariyadi

Sarà rilasciato in anticipo per buona condotta. Il 9 maggio 2017, era stato condannato a due anni di prigione per aver diffamato l'islam, al termine di un discusso processo. Il politico è un campione del pluralismo per gran parte della società moderata d’Indonesia.

Jakarta (AsiaNews) – L’ex governatore di Jakarta, il cristiano di etnia cinese Basuki “Ahok" Tjahaja Purnama uscirà di prigione il prossimo 24 gennaio: il politico usufruirà di uno sconto di pena di tre mesi e 15 giorni. È quanto ha annunciato ieri sera Sri Puguh Budi Utami, direttore generale per gli Affari carcerari, sottolineando che il detenuto sarà rilasciato in anticipo in virtù della buona condotta.

Sri Puguh ha dichiarato che la riduzione tiene conto della “remissione natalizia” di quest'anno. In precedenza, Ahok ha ricevuto un perdono generale. A discrezione del ministro per la Legge ed i Diritti umani, in Indonesia un detenuto con un buon comportamento può beneficiare di uno sconto di pena tra i 15 e i 60 giorni, per ogni festività che è in diritto di festeggiare durante il periodo di detenzione. Nel caso di Ahok, di religione cristiana, si tratta del Natale.

Il 9 maggio 2017, Ahok era stato riconosciuto colpevole e condannato a due anni di prigione per aver diffamato l'islam, al termine di un discusso processo. Da allora è detenuto nel centro di detenzione presso il quartier generale della Brigata mobile della polizia nazionale (Mako Brimob) a Kelapa Dua, reggenza di Depok (West Java).

Lo scorso luglio, Ahok aveva deciso di non usufruire della libertà condizionata. Il rilascio anticipato avrebbe potuto porre fine al controverso caso giudiziario di Ahok, diventato un campione del pluralismo per gran parte della società moderata d’Indonesia. Lo scorso 26 marzo egli si era visto respingere il ricorso in appello presso la Corte suprema [Mahkamah Agung (Ma) in indonesiano].

Un video manipolato del settembre 2016 ritraeva Ahok mentre metteva in guardia gli abitanti della reggenza di Thousand Islands dalle persone che usano i versetti del Corano per ottenere un guadagno politico. Il filmato aveva scatenato le violente proteste dei movimenti islamici radicali ed influito sulla sconfitta di Ahok, candidato favorito alle elezioni di aprile 2017 per il governatorato della capitale indonesiana.

In un primo momento, Ahok si era astenuto dal procedere in un ricorso contro il verdetto. Tuttavia, alcuni mesi dopo, la Corte distrettuale di Bandung, capitale della provincia di West Java, ha condannato Buni Yani, suo principale accusatore, a 18 mesi di reclusione per aver diffuso commenti discriminatori e diffamatori all’indirizzo dell’ex governatore cristiano e aver modificato alcune parti del video incriminato.

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