02/01/2026, 13.00
SIRIA
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Aleppo: l'agente musulmano che è morto per salvare i cristiani a Capodanno

Nella notte del 31 dicembre Mohamed Massat ha bloccato un terrorista dell'Isis che voleva colpire una chiesa, pagando il suo gesto con la vita. Sei mesi fa l'attacco contro Mar Elias a Damasco. Molti oggi esaltano il suo coraggio indicandolo come un esempio per la Siria di oggi.

Aleppo (AsiaNews) – Si chiamava Mohamed Massat. Era un agente di polizia musulmano e da appena dieci giorni era diventato padre di una bambina. Nella Siria che tra mille incertezze è entrata nel 2026, in tanti in queste ore lo salutano come un eroe sui social network locali. È stato il suo coraggio che lo ha portato a sacrificare la propria vita  nella notte di Capodanno ad Aleppo è a permettere di sventare un nuovo attacco dei terroristi dell'Isis che avrebbe dovuto colpire i cristiani.

A un posto di blocco nel quartiere di Bab al-Faraj ad Aleppo, l'agente ha notato un individuo che si è rivelato appartenere a Daesh. Nel tentativo di verificarne la situazione, il terrorista ha aperto il fuoco, causando la morte di Massat, quindi si è fatto esplodere, ferendo anche altri due agenti che cercavano di arrestarlo.

Il Ministero dell'Interno siriano ha espresso le sue condoglianze alla famiglia e augurato una pronta guarigione ai feriti.

«Nel quadro degli sforzi continui di lotta contro il terrorismo e grazie al monitoraggio meticoloso dei movimenti delle cellule della rete terroristica Daesh, le informazioni hanno rivelato l’intenzione del gruppo di condurre operazioni suicide durante le celebrazioni di Capodanno in diversi governatorati, in particolare ad Aleppo, prendendo di mira le chiese e i luoghi di assembramento civile», ha dichiarato il Ministero sul suo canale Telegram.

 

In molti ieri hanno preso parte al funerale dell'agente, sottolineando l'importanza del suo sacrificio per la convivenza pacifica fra le diverse comunità di Aleppo. Il nuovo tentato attacco sarebbe avvenuto in un giorno significativo per la comunità cristiana, a sei mesi di distanza dall'attentato alla chiesa di Mar Elias a Damasco che nel giugno scorso provocò più di 20 morti.
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