Colombo capitale globale della ricerca su squali e razze
Dall’4 all’8 maggio scorsi si è tenuta la Sharks International 2026, principale evento mondiale del settore per esperti e appassionati. Presenti 800 persone in rappresentanza di 82 Paesi, presentati oltre 800 relazioni. Lo Sri Lanka in un punto cruciale ad alta biodiversità nell’Oceano Indiano, ma fortemente sfruttata per la caccia di squali e razze.
Colombo (AsiaNews) - Colombo capitale mondiali degli studi su squali e razze. È quanto affermano esperti e scienziati, con la capitale dello Sri Lanka che ha ospitato di recente la “Sharks International 2026” (SI2026), la più grande conferenza al mondo dedicata interamente a squali, razze e chimere. Tenutasi dal 4 all’8 maggio scorso, l’evento ha rappresentato una pietra miliare per la conservazione marina globale e per il futuro legato all’ambiente e alla natura dell’isola. Una conferenza, fra l’altro, che per la prima volta nella sua storia si è tenuta in Asia visto che le precedenti, almeno sinora, si è erano svolte in Australia, Sudafrica, Brasile e Spagna.
La conferenza, ospitata dall’organizzazione di conservazione dello Sri Lanka Blue Resources Trust (Brt), ha dimostrato come una piccola nazione insulare sia in grado di dare un contributo significativo alla scienza e alle politiche marine a livello globale. SI2026 ha rimarcato legame tra scienza e politica, grazie a sessioni in cui i partecipanti hanno approfondito vari temi fra i quali il modo in cui la ricerca può influenzare le aree marine protette, gli accordi internazionali e la gestione della pesca, compresa la conservazione a livello comunitario.
Fra gli argomenti dei lavori anche il tracciamento satellitare di squali migratori, il monitoraggio del commercio delle pinne, la riduzione delle catture accidentali, il miglioramento dei dati sulla pesca, le scoperte di specie di acque profonde e le tecnologie emergenti per la conservazione marina. Nel corso dell’evento gli studiosi hanno evidenziato l’importanza della pesca su piccola scala (Ssf), spina dorsale dell’industria ittica dello Sri Lanka: essa impiega oltre 175mila persone, un tema cruciale per la nazione insulare, al cui interno i mezzi di sussistenza costieri e la conservazione marina sono strettamente intrecciati.
Presenti oltre 800 persone, tra cui scienziati, ambientalisti, esperti di pesca, responsabili politici, studenti e comunicatori ambientali provenienti da tutto il mondo. La maggior parte dei partecipanti (che ha preso parte a tutte le precedenti edizioni) ha descritto SI2026 come “la conferenza di Sharks International di maggior successo fino ad oggi”. Secondo Daniel Fernando, cofondatore di Brt, il partner organizzativo locale, sono intervenuti rappresentanti di 82 Paesi e sono state presentate oltre 800 relazioni, per lo più incentrate su scoperte scientifiche relative a squali e razze.
Interpellati da AsiaNews gli scienziati marini Achala Tilakarathna e Randesh Sirimanne hanno dichiarato che “lo Sri Lanka si trova nel cuore dell’Oceano Indiano, una delle regioni più significative al mondo per la presenza di squali e razze, ma anche una delle più sfruttate”. “Le acque che circondano l’isola - proseguono gli esperti - ospitano una straordinaria biodiversità tra cui squali balena, pesci chitarra, squali martello, mante diavolo, chimere di acque profonde. Tuttavia, la maggior parte di queste specie è minacciata a causa della pesca eccessiva, del degrado dell’habitat e del commercio insostenibile”.
“Secondo il processo di valutazione della Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn) del 2014, circa il 24% delle specie di squali, razze e chimere era a rischio di estinzione” ricordano gli scienziati. “Attualmente, invece, 391 specie (il 32,6%) sono a rischio di estinzione a causa della pesca eccessiva. Queste specie - concludono - sono minacciate in modo sproporzionato nelle acque costiere tropicali e subtropicali”.
Dimuth Alwis e Nilanthi Samarasekera, esperti locali del settore, “oltre un terzo di tutte le specie di squali e razze è a rischio di estinzione. Ospitare la conferenza più importante al mondo sugli squali è stato un gesto simbolico oltre che strategico, poiché ha spostato l’attenzione verso il Sud del mondo e le regioni in cui le sfide di conservazione sono spesso le più ardue, mentre le opportunità scientifiche sotto-rappresentate”. “Poiché l’oceano che circonda lo Sri Lanka non è solo una frontiera di risorse, ma fa parte di una delle regioni marine più ricche e fragili del pianeta, proteggere squali e razze - concludono - non significa semplicemente salvare predatori carismatici, ma piuttosto preservare la salute dell’intero ecosistema oceanico che sostiene la pesca, il turismo, i mezzi di sussistenza e la resilienza climatica”.
L’ex Ceylon si trova in un punto cruciale ad alta biodiversità nell’Oceano Indiano che funge da regione importante, una delle più significative al mondo, ma fortemente sfruttata per squali e razze, mentre è anche il 14° paese al mondo per la caccia e la pesca delle specie. Essa contribuisce anche con il 2,4% (19.988 tonnellate) delle catture globali di questo gruppo di specie. Anche per queste ragioni, chiosano gli esperti, Sharks International 2026 rappresenta una pietra miliare per il Paese.





