21/07/2005, 00.00
RUSSIA
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Alessio II consegna l'icona della Madre di Dio a Kazan

In migliaia alla funzione nella cattedrale dell'Annunciazione; il patriarca ortodosso di Russia parla di collaborazione con i musulmani, ma nessun accenno ai rapporti con la Chiesa cattolica.

Kazan (AsiaNews) –  Alessio II, patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie, ha consegnato gggi alla città di Kazan l'icona miracolosa della Madre di Dio, regalata l'anno scorso alla Chiesa ortodossa russa da Giovanni Paolo II.

Arrivato ieri nella capitale del Tatarstan, regione a circa 800 km est di Mosca, il patriarca ha celebrato oggi la cerimonia solenne per la festa dell'icona della Madre di Dio di Kazan (21 luglio) nella restaurata cattedrale dell'Annunciazione. È la prima funzione religiosa che si svolge in questa chiesa da oltre 80 anni. Durante il periodo sovietico la cattedrale era divenuta la sede di una università.

Alla liturgia hanno partecipato migliaia di persone; le molte rimaste fuori hanno potuto seguire l'evento su maxi-schermi allestiti all'esterno. Presenti anche il presidente del Tatarstan, Mintimer Saripovic Saimiev, e rappresentanti della comunità musulmana, tra cui il presidente dei mufti di Russia. In questa repubblica della Federazione russa circa metà della popolazione è musulmana.

"Alla città è stata portata una delle copie dell'icona di Kazan – ha detto il patriarca – la quale sarà custodita nel monastero della Madre di Dio, dove nel XVI sec. si trovava l'immagine miracolosa". Alessio II ha così ribadito che la chiesa ortodossa considera il dono di papa Woityla solo una copia di un originale minimizzandone così il grande gesto di apertura compiuto dall'allora papa il 28 agosto scorso. In attesa della fine dei restauri al monastero l'immagine rimarrà in un luogo ancora non precisato.

Dopo la funzione nella cattedrale l'icona è stata porta in processione fino al monastero della Madre di Dio. Qui il patriarca ha recitato un moleben (ufficio di intercessione).

Ieri in conferenza stampa Alessio II ha definito il Tatarstan un "buon esempio di collaborazione interreligiosa". "Bisogna sempre consolidare questa pace e armonia tra le confessioni - ha aggiunto - dobbiamo rafforzare i buoni rapporti tra i mufti e i nostri leader religiosi e ampliare questi legami nel modo più vasto e profondo possibile". Nessun accenno è stato fatto ai rapporti con la Chiesa cattolica, che pure venera l'icona con la stessa devozione degli ortodossi.

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