07/12/2010, 00.00
ISRAELE-TURCHIA
Invia ad un amico

Ankara e Gerusalemme tentano la “diplomazia del fuoco”

L’aiuto dato dalla Turchia contro l’incendio del Monte Carmelo può essere un’occasione per superare il muro creatosi tra i due Paesi dopo l’attacco alla “flottiglia di Gaza”. A Ginevra, ci sono stati colloqui. Ma ci sono difficoltà.
Ankara (AsiaNews/Agenzie) - E’ già stato denominato “diplomazia del fuoco” il tentativo di Israele e Turchia di riprendere normali rapporti bilaterali, di fatto interrotti dopo l’attacco condotto a maggio dai militari israeliani contro la flottiglia che tentava di rompere il blocco di Gaza, costato la vita a nove cittadini turchi.
 
Il previsto ringraziamento di Gerusalemme ad Ankara per l’aiuto fornito contro l’incendio del Monte Carmelo - due aerei (nella foto) – potrebbe infatti essere l’occasione per superare il muro creato dall’attacco del 31 maggio.
 
Oggi, il quotidiano turco Hurryet attribuisce a fonti diplomatiche del suo Paese tale lettura per la notizia di un incontro avvenuto ieri a Ginevra tra il sottosegretario agli esteri turco, Feridun Sinirlioglu, e il rappresentante israeliano all’Onu, Yosef Ciechanover. L’incontro è avvenuto dopo una telefonata fatta venerdì scorso dal premier israeliano Benjamin Netanyahu al suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan e commentata dallo stesso Primo ministro israeliano affermando che “l’aiuto turco è stato veramente un gesto benedetto. So che il Primo ministro Erdogan l’ha deciso personalmente. Israele vuole trovare il modo di esprimere la sua gratitudine”.
 
Fonti diplomatiche turche citate dal giornale esprimono ottimismo sulle prospettive della “diplomazia del fuoco”, ma il problema non è semplice. La Turchia ha chiesto e continua a chiedere che Israele faccia le sue “scuse” e risarcisca le vittime - morti e feriti – dell’attacco. Ancora lunedì, il presidente turco Abdullah Gul ha ripetuto che “le nostre attese per la normalizzazione sono note”.
 
Gli uomini impegnati nella trattativa, a quanto riferisce Haaretz, avrebbero presentato ai rispettivi premier le loro proposte e sono in attesa di istruzioni. Israele, “in linea di principio”, sarebbe d’accordo sulle scuse e il risarcimento, ma ci sono problemi sia sotto l’aspetto legale che politico. In proposito, il Jerusalem Post sottolinea come nel corso di una conferenza stampa, Netanyahu si è rifiutato di parlare dei rapporti con la Turchia, limitandosi a dire di aver “apprezzato grandemente” l’aiuto turco per l’incendio. “Penso - ha aggiunto – che questo è molto importante e ho espresso apprezzamento insieme con la mia speranza che ciò sia capace di portare a un miglioramento dei rapporti. Oltre a questo, non ho altro da dire”.
 
 
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Il Consiglio di Sicurezza Onu domanda un’inchiesta sull’attacco alle navi per Gaza
01/06/2010
Stato di allerta in tutto Israele. “Vicini alla guerra o a una nuova Intifada”
31/05/2010
Netanyahu: commissione israeliana farà luce sui morti delle navi per Gaza
14/06/2010
Tel Aviv blocca le due navi dirette a Gaza, attivisti identificati ed espulsi
05/11/2011
La Marina israeliana pronta a fermare le due navi che vogliono arrivare a Gaza
04/11/2011


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”