12/11/2007, 00.00
CAMBOGIA
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Arrestato Ieng Sary, ex leader dei Khmer Rossi

È stato prelevato insieme alla moglie stamane all’alba. È accusato di “deportazioni, lavori forzati e uccisioni illegali” durante il regime del terrore. Dovrà presentarsi davanti al tribunale patrocinato dall’Onu sul genocidio cambogiano.

Phnom Penh (AsiaNews/Agenzie) – Jeng Sary, ex ministro degli esteri dei Khmer Rossi, e sua moglie Ieng Thirit sono stati arrestati stamane per essere condotti davanti al tribunale sostenuto dall’Onu sul genocidio cambogiano.  L’accusa è di “crimini contro l’umanità”.

L’ex eader è stato prelevato da casa stamattina alle 5.30 da un convglio di 10 auto della polizia per essere portato al tribunale.

Jeng Sary, che ha probabilmente 78 anni, era uno dei principali quadri del passato regime ultra-maoista che ha dominato nel terrore la Cambogia dal 1975 al 1979. In un tentativo utopico di costruire “da zero”  il Paese, le città sono state svuotate per costringere tutti a lavorare la terra, imponendo i lavori forzati ed eliminando in modo sistematico ogni oppositore o preteso tale.

Si calcola che in quel periodo circa 2 milioni di persone sono morte per fame, malattia, sovraffaticamento, esecuzioni sommarie. Fino ad ora nessuno dei leader dei Khmer Rossi è stato processato e alcuni di loro hanno rivestito cariche anche nella Cambogia attuale.

Il tribunale patrocinato dall’Onu è stato varato solo lo scorso anno, dopo 7 anni di discussioni.

Durante il regime dei Khmer Rossi, Jeng Sary è stato vice-primo ministro e ministro degli esteri. Secondo le accuse raccolte dal pubblico ministero, egli ha “promosso, facilitato, incoraggiato e/o condonato gli autori dei crimini”. Si accusa Ieng Sary anche di aver pianificato, diretto e coordinato la politica dei Khmer Rossi di “deportazioni, lavori forzati e uccisioni illegali”.

La moglie Ieng Thirit è stata ministro degli Affari sociali ed aveva una grande influenza nella direzione della cosiddetta “Kampuchea democratica” (il nome dello stato ai tempi dei Khmer Rossi).

I nomi di Ieng Sary e Ieng Thirit giravano da tempo negli ambienti di Phnom Penh, insieme ad altri 3. Finora agli arresti vi erano solo 2 altre personalità: Nuon Chea, l’ideologo dei Khmer Rossi e Kaing Guek Eav, detto “Duch”, il capo del centro di tortura S-21

Pol Pot, il supreme leader dei Khmer Rossi è morto nella jungla nel ’98; Ta Mok, capo delle Forze Armate è morto invece nel 2006, mentre attendeva il processo.

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