29/10/2007, 00.00
IRAQ
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Baghdad promette “protezione” ai cittadini cristiani

Ricevendo il Patriarca dei caldei, il premier Maliki si impegna ad aiutare la piccola comunità e a contenere il dramma dell’emigrazione forzata. Congratulazioni del premier per la nomina di Delly a cardinale.
Baghdad (AsiaNews) – Il governo iracheno si impegna a proteggere ed aiutare la comunità cristiana, costretta all’emigrazione a causa delle violenze nel Paese. Lo ha dichiarato il premier Nouri al-Maliki nel ricevere il Patriarca di Babilonia dei caldei, Emmanuel III Delly, lo scorso 27 ottobre a Baghdad.
 
Motivo formale dell’incontro, le congratulazioni delle autorità per la recente nomina di Delly a cardinale. Il 17 di ottobre Benedetto XVI lo ha nominato tra i nuovi 23 porporati della Chiesa cattolica. Maliki ha promesso sostegno al Patriarca per adempiere al suo “nuovo ruolo”, che sembra il premier abbia interpretato più in chiave politica che religiosa. “Esso è una vittoria per l’Iraq nella comunità internazionale – ha detto – e speriamo contribuisca a portare pace contro il terrorismo e le divisioni settarie”.
 
Il primo ministro ha poi dichiarato la disponibilità e la determinazione del proprio governo a difendere la piccola comunità e ad arginare la fuga degli iracheni cristiani, secondo quando riferito dallo stesso ufficio del primo ministro. Dal canto suo il Patriarca, a capo della Chiesa caldea in Iraq e nel mondo, ha ringraziato Maliki per l’impegno profuso a favore della pace.
 
In occasione degli ultimi sequestri di due sacerdoti siro-cattolici, avvenuti il 17 ottobre a Mosul, alcuni esponenti della comunità cristiana hanno espresso rammarico per l’indifferenza delle autorità irachene al loro dramma. Dalla guerra del 2003 i cristiani iracheni, la maggior parte caldei, sono stati nel mirino degli  estremisti islamici che li considerano alleati dell’esercito americano. Come sciiti e sunniti sono vittime di rapimenti, uccisioni e violenze, ma rispetto alle comunità musulmane sono più vulnerabili, avendo scarso peso politico e rifiutando di difendersi militarmente. I caldei erano circa 800mila prima del 2003. La feroce persecuzione dei cristiani in atto nel Paese del Golfo ha costretto numerose famiglie ad oltrepassare i confini e oggi i caldei in Iraq, secondo stime non ufficiali, sono poco più di 200mila.
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