03/09/2021, 10.01
THAILANDIA
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Bangkok, Prayut in bilico alla viglia del voto di fiducia

di Steve Suwannarat

Il primo ministro in parlamento si è difeso dalle critiche per la più grave crisi economica dal 1997 indicando il blocco del turismo provocato dalla pandemia come unica causa. Voci di un possibile accordo tra l'opposizione ed esponenti del partito di governo Palang Pracharath per togliere il sostegno all'ex generale e a diversi ministri del suo esecutivo.

Bangkok (AsiaNews) - Al parlamento di Bangkok è in corso da quattro giorni il dibattito sulla fiducia nei confronti del primo ministro Prayut Chan-ocha, con un voto cruciale atteso per domani.

Durante le sedute, il primo ministro thailandese ha difeso il proprio operato: se i dati mostrano impietosamente che il Paese si trova nella più grave crisi economica dal 1997 - ha sostenuto - la responsabilità non può essere addebitata a lui e al suo governo. “Il turismo - ha detto il premier nel suo intervento - era dal punto di vista economico il nostro punto di forza. Nel 2019 ha generato il 20 per cento del prodotto interno lordo impiegando 8,3 milioni di lavoratori, con 40 milioni di visitatori. Per la pandemia il 2020 ha visto scendere i turisti a 6,7 milioni; un dato che si prevede scenderà ulteriormente sotto il milione nel 2021 come risultato delle varie misure di controllo della diffusione del Covid-19, sia a livello locale, sia internazionale”. Ancora oggi Prayut Chan-ocha ha negato di volere offrire lo scioglimento delle Camere o le sue dimissioni.

Intanto, però, si susseguono voci di un accordo tra l’opposizione guidata dal partito Phuea Thai ed esponenti dello stesso partito di Prayut, il Palang Pracharath, per sfiduciare un premier con una credibilità in caduta libera ma anche per garantire maggiori benefici e visibilità a diversi partiti con un solo rappresentante alla Camera. Il voto di domani, dunque, potrebbe decidere la sorte, oltre che dell’ex generale golpista, anche di diversi ministri del suo esecutivo. Su di loro non pesa soltanto la responsabilità di una guida giudicata inefficace nella gestione della pandemia, ma anche di avere gonfiato i bilanci destinati ad acquistare vaccini comunque insufficienti, di avere privilegiato interessi personali e di avere tollerato che persistesse il malaffare nel settore pubblico, con la polizia ora particolarmente nel mirino.

Comunque è soprattutto la gestione della crisi pandemica ad aver sollevato le maggiori perplessità e critiche. Oggi il Dipartimento per il controllo delle malattie infettive del Ministero della Salute pubblica ha confermato 14.635 nuovi casi e 271 decessi che hanno fatto salire il totale rispettivamente a 1.249.140 infezioni registrate e 12.374 morti. Le misure restrittive - ritenute eccessive e mal gestite - hanno portato alla sostanziale scomparsa di interi comparti economici e dei loro addetti. Tra questi l’ “industria” dell’intrattenimento e quella turistica. Bangkok e altre province sono dal 12 luglio sotto un nuovo coprifuoco sanitario dalle 21 alle 4 del mattino e il premier ha dichiarato che il termine previsto a settembre potrebbe essere esteso ad ottobre, pur con alleggerimenti introdotti da questa settimana per la ristorazione, i trasporti e alcuni servizi di pubblica utilità.

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