29/09/2021, 09.46
LIBANO
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Batroun: Il coraggio di un giovane imprenditore, più forte della crisi

di Fady Noun

Il 24enne Antonios Salem è alla guida di una azienda leader nella produzione di candele, con un mercato in espansione. Con i primi soldi messi da parte per l’auto ha comprato un macchinario. La produzione del primo lotto risale al 2016. Oggi l’azienda conta sei macchine e con una produzione mensile di oltre 10 tonnellate.

Beirut (AsiaNews) - “Sì, è ancora molto il lavoro da fare in Libano!”. A 24 anni, sorridente, Antonios Salem è alla guida di una bottega per la produzione e vendita di candele di cera sul punto di conquistare gli scaffali dei supermercati e i conventi di tutto il Paese. A dispetto di uno scoraggiamento quasi generale, che a volte sconfina nel disfattismo, il giovane ha saputo mantenere ad un livello di allerta costante lo spirito di impresa e assicura di avere idee sufficienti per avviare cinque nuove attività, disponendo di adeguate risorse finanziarie. 

Siamo a Batroun, fulcro di una fiorente realtà turistica locale. Invasa dalla luce del cielo e del mare, i vicoli caratteristici della cittadina, il suo richiamo all’età del bronzo, le sue chiese e ristoranti attirano sempre più persone, ma soprattutto molti più giovani. Lo stesso Georges Salem, padre del giovane imprenditore, gestiva uno di questi ristoranti. Oggi, invece, si sporca le mani nelle giornate in cui vi sono molti ordini, importa la paraffina, materia prima delle candele, e gestisce i conti della fiorente attività di suo figlio.

Nulla ha destinato Antonios Salem a diventare il giovane dirigente di una azienda per la produzione di candele. Nulla, ad eccezione dello spirito imprenditoriale che sembra innato in alcuni libanesi, unito a tenacia e perseveranza. Secondogenito di una famiglia modesta, credente e affiatata, racconta di essere cresciuto con il desiderio di essere il padrone di se stesso, desiderio che due brevi periodi in una pasticceria e in una piccola località balneare, da adolescente, hanno ancorato nella sua mente.

Un “manovale” all’università

Studente della scuola dei padri cappuccini di Batroun, Antonios Salem ha completato i suoi studi con una laurea in management, ottenuta all’università della Sacra Famiglia, sempre a Batroun. Tre anni di studio, però, che considera “tempo sprecato, tanto è lontana la teoria dalla pratica”. Da ragazzo “manovale” come ama definirsi, afferma di non aver imparato, in tre anni, “che cosa è un assegno”. Egli nutre al contempo anche un grande rispetto per i mestieri manuali, e assicura - con un piglio didascalico - che idraulici e muratori guadagnano quanto medici e avvocati.

La sua carriera di imprenditore inizia quando, dopo il diploma di maturità e il raggiungimento dell’età per ottenere la patente di guida, il padre, su sua richiesta, accantona i soldi con i quali pensava di comprargli un’auto usata.

Con questa cifra, qualche tempo dopo, acquista una macchina per fare candele abbandonata dal suo vicino. La disillusione è però dietro l’angolo. Perché questo macchinario è obsoleto, inutilizzabile. La sua determinazione sarà comunque più forte di questa delusione. Antonios smonta il macchinario dado per dado e ne costruisce uno nuovo con parti realizzate da un tornitore. Per quello, ci sono voluti un sacco di soldi... Che egli trova imparando... la pesca! “Ho iniziato - racconta con un sorriso - a vendere pesce, un lavoro molto redditizio a Batroun”.

“La mia nuova macchina mi è costata un sacco di soldi - racconta Antonios Salem - ma, grazie a mio padre che ha continuato a credere in me, ho tenuto duro. E poi un giorno la mia macchina ha funzionato. Il mio primo lotto di candele risale al 2016. Il successo è stato fin da subito immediato e a poco a poco, ovviamente, sono cresciuto nel business e ho diversificato la mia produzione”. Quello che Antonios Salem non dice è che, da buon imprenditore, ha avuto l’intuizione di reinvestire i suoi primi profitti. Oggi la sua azienda, Bougies Salem, comprende sei macchine e con una produzione mensile di oltre 10 tonnellate, in alta stagione, è considerata una delle migliori aziende del Libano. “Ci sono quattro o cinque produttori maggiori di candele in Libano e almeno quattro piccoli - precisa il padre Georges Salem, che consegna la paraffina ai piccoli rivenditori - e noi, con le candele Aoun, siamo nel pacchetto di prima fascia”.

“Importiamo tutta la materia prima dalla Cina e le nostre candele sono distribuite nel Nord e a Jbeil. Oggi ci siamo spinti sino alle porte di Beirut” afferma Antonios. “Mi accontento di un profitto che va dal 10 al 15%, lontano dal margine del 30% che applicano alcune persone. Tuttavia, la mia candela - assicura - non trasuda, non cola e dura più a lungo”. Ed è anche più economica. ”Ho voluto tenere il mio primo macchinario come ricordo. Mi ha insegnato tutto!” aggiunge soddisfatto.

La storia di successo di Antonios Salem è tanto più bella quanto più viene riletta, in filigrana, con una storia d’amore.

Canadese di adozione, suo padre Georges Salem è tornato nel Paese di origine per prendere moglie ed è stato subito amore a prima vista. "Perché pur beneficiando della nazionalità canadese, questo non ci ha mai spinto ad abbandonare davvero il Libano” assicura il giovane. Da padre saggio, Georges Salem approva, meravigliandosi dell’energia sconfinata che suo figlio impiega nel suo lavoro, trascorrendo notti insonni per evadere grandi ordini e presente fin dalle sette del mattino in officina. “Siamo - conclude Antonios - una famiglia che si affida alla Provvidenza. Dio occupa un posto importante nelle nostre vite, così come la musica. Suoniamo tutti uno strumento e, in tutta onestà, il mio unico rimpianto è di aver sacrificato il violino per la mia attività imprenditoriale”.

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