09/12/2019, 08.52
LIBANO
Invia ad un amico

Beirut, posticipate le consultazioni parlamentari per il premier. Torna in campo Hariri

Il presidente libanese ha rimandato di una settimana, dal 9 al 16 dicembre, le consultazioni. Una decisione frutto del ritiro della candidatura di Samir Khatib. Il fronte sunnita punta di nuovo sul premier uscente. Patriarca Raï ai leader politici: non cercate di opporvi alla “rivolta popolare”. 

Beirut (AsiaNews/Agenzie) - Il presidente libanese ha posticipato di una settimana le consultazioni parlamentari, passaggio fondamentale e vincolante per la nomina di un nuovo Primo Ministro dopo le dimissioni di Saad Hariri in seguito all’ondata di proteste anti-governative. La discussione, prevista in un primo momento oggi, si terrà invece il prossimo 16 dicembre; dietro la decisione il cambio di rotta fra i sunniti, che ha portato al ritiro della candidatura dell’uomo d’affari Samir Khatib e al ritorno in auge del Primo Ministri uscente. 

Il sistema politico e istituzionale libanese prevede che il ruolo di presidente sia occupato da un cristiano (maronita), quello di presidente del Parlamento da uno sciita, mentre il premier è riservato a un sunnita. Nel fine settimana si è di nuovo creato un vasto consenso attorno ad Hariri, che torna così in gioco come candidato più autorevole per l’incarico. 

“Alla luce degli sviluppi - si legge in una nota - su desiderio e richiesta della maggioranza dei blocchi parlamentari, e per favorire maggiori consultazioni e contatti, il presidente [Michel] Aoun ha deciso di posporre” le consultazioni. In precedenza il capo dello Stato aveva parlato con il presidente della Camera Nabih Berri e il premier ad interim Hariri, dopo il ritiro della candidatura qualche ora prima di Khatib. 

Nei giorni scorsi i principali schieramenti, fra cui il movimento al-Mustaqbal di Hariri, avevano raggiunto il consenso sul nome di Khatib. Poi, nel fine settimana, l’improvviso cambio di rotta. 

Sulla situazione di crisi politica ed economica, che ha portato anche a diversi casi di suicidio fra la popolazione, è tornato anche il patriarca maronita il card Béchara Raï, che ha chiesto ai leader politici di non opporsi alla “rivolta popolare” giunta ormai al 53mo giorno. “La rivoluzione del popolo - ha sottolineato il porporato - è come la pioggia torrenziale. Non cercate di opporvi, per il bene vostro e del Libano”. Sulla situazione è intervenuto anche il metropolita greco-ortodosso di Beirut Élias Audi, secondo cui i responsabili politici hanno “paura della voce di tutti quelli che amano il Libano”, la voce “del diritto e della verità”. Il patriarca greco-ortodosso Youhanna X Yazigi auspica la formazione di un nuovo governo “che risponde alle richieste del popolo”. 

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Beirut, arcivescovo coi manifestanti: la politica è servizio, restituire speranza o dimissioni
12/02/2020 08:54
Beirut, scontri fra esercito e manifestanti nel giorno della fiducia al governo Diab
11/02/2020 08:59
Vescovi maroniti ‘soddisfatti’ del programma governativo. Mons. Aoun: cauto ottimismo
06/02/2020 13:20
Beirut, scontri polizia e manifestanti. Card Raï: giudicare il (nuovo) governo dalle azioni
27/01/2020 11:43
Patriarca maronita, date una ‘possibilità’ al nuovo governo. Ma la protesta continua
23/01/2020 08:45


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”