Filippine, Corte Penale Internazionale conferma la giurisdizione sul caso Duterte
Le notizie di oggi: visita eccezionale di una ministra di Taiwan all'isolotto Itu Aba, rivendicato da Cina, Vietnam e Filippine. Gli Usa starebbero trattando con la Repubblica Democratica del Congo per il reinsediamento di 1.100 afghani dopo lo stop ai visti. Pechino: nuova proposta per vita urbana favorevole ai giovani. Libano e Israele a Washington verso scadere della tregua.
FILIPPINE
I giudici d'appello hanno stabilito che la Corte Penale Internazionale ha giurisdizione sull'ex presidente Rodrigo Duterte, respingendo la richiesta della difesa di archiviare il processo e liberarlo in merito al suo ruolo negli "squadroni della morte". Le famiglie delle vittime sono esplose di gioia quando è stata letta la sentenza della corte. Duterte, che è detenuto presso la Cpi all'Aia dal suo arresto nel marzo 2025, non era presente in aula. Le Filippine si sono ritirate dalla Cpi nel 2018.
TAIWAN
La ministra degli Affari marittimi di Taiwan Kuan Bi-ling ha assistito a esercitazioni di soccorso umanitario ed evacuazione medica a Itu Aba, isolotto controllato da Taiwan e rivendicato da Cina, Vietnam e Filippine. La visita è un avvenimento eccezionale nel contesto delle tensioni che inaspriscono la regione. La visita di Kuan arriva mentre le forze statunitensi e filippine stanno conducendo le più grandi esercitazioni militari mai organizzate nelle Filippine, suscitando l'antipatia di Pechino.
USA - AFGHANISTAN - REP. DEMOCRATICA DEL CONGO
L'amministrazione Trump starebbe conducendo trattative con la Repubblica Democratica del Congo per il reinsediamento di 1100 persone afghane rimaste bloccate in Qatar in attesa dei visti statunitensi. I contatti evidenziano gli ostacoli legali che devono affrontare gli afghani fuggiti dai talebani dopo che l'elaborazione dei visti di immigrazione Usa per cittadini afghani è stata sospesa, lasciandoli in una situazione di stallo a più di quattro anni dal ritiro degli Stati Uniti da Kabul.
CINA
La Cina ha presentato una nuova proposta che esorta le città a integrare lo sviluppo giovanile nella pianificazione urbana, nell'edilizia abitativa, nell'assistenza sanitaria, nell'istruzione e nei servizi pubblici, nell'ambito di uno sforzo volto a rendere la vita urbana più favorevole a giovani, bambini e famiglie. Il piano, elaborato da 15 dipartimenti mira a promuovere la realizzazione di "città orientate allo sviluppo giovanile", con misure dall'assistenza sanitaria al sostegno alle famiglie.
ISRAELE - LIBANO
Gli attacchi israeliani hanno causato la morte di altre cinque persone nel Libano del Sud, tra cui una giornalista - Amal Khalil, lavorava per il quotidiano locale Al Akhbar - mettendo a dura prova il fragile cessate il fuoco. Intanto, il Libano sta incontrando Israele a Washington per chiedere una proroga della tregua, con Tel Aviv che invita a "collaborare" contro Hezbollah, assente dai negoziati. I due Paesi hanno tenuto un incontro a Washington il 14 aprile, primo del genere dal 1993, nel tentativo di porre fine alla guerra tra Hezbollah e Israele, in corso da oltre sei settimane. Gli Usa avevano annunciato una tregua di 10 giorni dopo il primo incontro.
RUSSIA - COREA DEL NORD
Operai edili russi e nordcoreani hanno iniziato a lavorare alla costruzione del ponte autostradale sul fiume Tumannaja, come ha annunciato il governatore locale Oleg Kožemjako, secondo cui nell'ambito del progetto "Sistema di trasporto efficiente" verrà istituito un posto di blocco nei pressi del villaggio di Khasan sul Litorale, riducendo la distanza tra Vladivostok e la città di confine di Ražin a 320 km. Il valico potrà gestire fino a 300 veicoli al giorno.
AZERBAIGIAN - ARMENIA
Alla vigilia del 111° anniversario del genocidio degli armeni, in Azerbaigian è stata distrutta la cattedrale armena della Protezione della Madre di Dio a Stepanakert nel Nagorno Karabakh, come comunica l’Agenzia per il turismo e la cultura dell’Armenia, un’azione che “prolunga la politica dei turchi di un secolo fa” in nuove forme, quelle del “genocidio culturale e il processo sistematico di cancellazione della Patria, distruggendo la memoria storica dell’Artsakh”.





