05/08/2021, 08.58
KIRGHIZISTAN
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Biškek: torna dall’esilio l’ex presidente Akaev

di Vladimir Rozanskij

Era fuggito nel 2005 dopo la “rivoluzione dei tulipani”. Akaev è implicato nello scandalo Kumtor, il “Watergate kirghiso”. Una mossa dell’attuale capo dello Stato Žaparov per favorire la riconciliane nazionale e colpire i suoi avversari politici.

Mosca (AsiaNews) – Il primo presidente del Kirghizistan ha fatto ritorno in patria dopo 16 anni di esilio. Accompagnato dal figlio Ilim, il 74enne Askar Akaev è atterrato il 2 agosto all’aeroporto di Biškek: è partito da Mosca, dopo essersi accordato con l’attuale capo dello Stato Sadyr Žaparov.

Dopo l’arrivo nella capitale,  le forze dell’ordine hanno comunicato che “Akaev è stato interrogato dai membri del Comitato nazionale di sicurezza [Gknb]”, per l’affare criminale legato all’azienda di estrazione aurifera “Kumtor”. In seguito, come pubblicato dalla Nezavisimaja Gazeta, l’ex leader kirghiso è stato ricevuto nella residenza presidenziale di Ala-Arča per un solenne pranzo di benvenuto.

L’ex presidente era in procinto di trascorrere un periodo di vacanza in Svizzera con la famiglia, quando ha ricevuto l’invito di Žaparov a recarsi in patria, garantendo la sua incolumità e libertà dalle accuse ancora pendenti. Lo stesso Akaev ha dichiarato ai giornalisti di “essere venuto per aiutare, e raccontare quello che so sull’affare Kumtor”, ringraziando il presidente Žaparov per averlo invitato a tornare in Kirghizistan dopo anni di esilio.

Akaev era diventato il primo presidente della Kirghizia, poi rinominata Kirghizistan, essendo il presidente della locale repubblica sovietica al momento del crollo dell’Urss. È stato più volte rieletto ed è rimasto in carica fino al 2005, quando è fuggito in Russia dopo la “rivoluzione dei tulipani”. Da allora il Paese ha vissuto continui disordini e ribaltamenti politici; Žaparov intende riportarlo alla normalità attraverso profonde riforme. Il ritorno dello storico presidente ha quindi la chiara funzione di riconciliazione storica delle varie anime nazionali.

L’affare Kumtor risale al 1992. All’epoca l’autorità giudiziaria aveva messo sotto indagine per corruzione Akaev e altri funzionari statali. L’accusa era aver falsificato i contratti dell’estrazione aurifera. La questione si è trascinata fino al 2003, con diverse nuove imputazioni e revisioni.

Kumtor è la principale compagnia kirghisa di estrazione aurifera; essa garantisce il 10% dell’intero Pil nazionale. Akaev l’aveva venduta alla società canadese “Cameco”, ma Žaparov l’ha riportata sotto il controllo statale. Il ritorno di Akaev, concordato anche con il Cremlino, ha lo scopo specifico di chiarire una volta per tutte i tanti aspetti oscuri della vicenda Kumtor, cercando di evitare conseguenze negative per l’economia e la politica nazionale.

L’affare Kumtor viene chiamato dai giornalisti “il Watergate kirghiso”. Si prevede che dopo la visita di Akaev inizieranno a rotolare molte teste eccellenti della nomenklatura kirghisa, permettendo a Žaparov di dimostrare al popolo il suo successo nella lotta alla corruzione. Molti avversari politici vogliono prendersi delle rivincite sull’attuale presidente, e ne frenano le azioni in vari modi, soprattutto con il sostegno dei vari oligarchi e affaristi.

La Kirghizia era stata una delle prime nazioni post-sovietiche a entrare nell’Organizzazione Mondiale del Commercio, raggiungendo vari riconoscimenti internazionali per i successi nella transizione al sistema democratico dopo il totalitarismo. Lo stesso Akaev aveva iniziato riforme molto importanti nell’economia di mercato, nella finanza e nella distribuzione delle terre. Gli viene riconosciuto anche il merito di aver evitato spargimenti di sangue perfino nella rivolta del 2005, che lo costrinse a lasciare il potere e fuggire all’estero. Il suo ritorno chiude il cerchio della storia post-sovietica del Kirghizistan. Žaparov intende ora aprire una pagina nuova grazie proprio alla riconciliazione con il primo “padre della nazione indipendente”, che gli altri presidenti succedutisi non avevano potuto realizzare.

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