23/11/2011, 00.00
SRI LANKA
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Budget 2012, Rajapaksa presenta il piano “a misura d’esercito”

di Melani Manel Perera
La spesa più alta è quella militare (230 miliardi di rupie, pari a 2,1 miliardi di dollari). Il presidente prevede una crescita dell’8%, puntando a un reddito pro-capite di 4mila dollari entro il 2016. Apertura al mercato estero, dopo anni di chiusura. Critiche da opposizione, lavoratori pubblici e mondo cattolico: il budget 2012 non punta allo sviluppo della popolazione.
Colombo (AsiaNews) – Il presidente dello Sri Lanka Mahinda Rajapaksa ha presentato il budget 2012, il settimo della sua legislatura. La crescita prevista nel prossimo anno è dell’8%, tesa a raggiungere un reddito pro-capite di 4mila dollari entro il 2016. Un piano economico "a misura d'esercito": il premier ha tenuto a sottolineare che il nuovo budget sarà più orientato verso l’esterno, dopo anni di economia chiusa, ma gli investimenti più significativi riguardano il settore della difesa. “Lo Sri Lanka – ha affermato Rajapaksa – è su una nuova strada, voltando le spalle al cammino distruttivo iniziato nel 1977”. Perplessità da opposizione, lavoratori del pubblico impiego e mondo cattolico, secondo cui il budget è solo ad uso e consumo del governo, ma non punta allo sviluppo del popolo.

Nonostante il conflitto etnico sia terminato nel 2009, la spesa militare sarà di circa 230 miliardi di rupie (2,1 miliardi di dollari), un aumento di circa 215 miliardi di rupie rispetto agli investimenti di quest’anno. Le autorità giustificano la spesa così alta sostenendo di dover rimborsare i prestiti ottenuti durante la guerra contro i ribelli delle Tigri Tamil. Inoltre il budget 2012 prevede una tassazione dei veicoli di lusso e un aumento del 10% degli stipendi dei dipendenti pubblici.

Il mondo dell'opposizione è critico. Per Tissa Aththanayake, segretario generale dell’Unp (United National Party), la proposta del presidente “è un intruglio”, preparato “con il solo scopo di compiacere il Fondo monetario internazionale”. Secondo Lal Kantha, ex deputato del Jvp (Janatha Vimukthi Peramuna) e presidente del National Trade Union Centre, il budget “non migliorerà i redditi della gente”, ma “sfrutterà le ricchezze della popolazione per finanziare gli sprechi del governo e il debito crescente”. Inoltre, Kantha nota che i fondi destinati alla sanità sono stati ridotti e meno del 6% del budget è stato stanziato per l’istruzione.

Vijitha Herath, segretario della Propaganda e parlamentare della Democratic National Alliance, afferma: “Il governo ha fallito nell’incontrare le attese della gente: gli impiegati pubblici chiedevano un aumento dei salari di 10mila rupie (circa 65 euro, ndr), ma è stato dato loro appena il 10%. Anche i prezzi del carburante e dei beni di base sono aumentati, mentre le promesse fatte nel vecchio budget, come l’assunzione di 15mila laureati, non sono state mantenute”. “Il costo della vita – spiega Ravi Karunanayake, dell’Unp – è salito in modo vertiginoso, i salari non sono adeguati. Il potere d’acquisto delle persone è sceso. Il governo ha dimenticato le persone comuni”.

È perplesso p. Reid Shelton Fernando: “Il governo prevede un aumento del tasso di crescita, e se questo è vero avremo un impatto positivo sul popolo. Ma non è successo in passato, lo ‘sviluppo’ non ha avuto alcun effetto sulle persone e i poveri sono aumentati. Il lato negativo del budget lo vedremo solo nei prossimi mesi. Noi preghiamo e speriamo non accada”.
 
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