06/02/2009, 00.00
INDIA
Invia ad un amico

Cala l’esportazione, tagliati oltre 500mila posti di lavoro

In crisi soprattutto il settore tessile: minori esportazioni, aumento dei costi, concorrenza da Bangladesh e altri Stati. Intanto sono vicine le elezioni politiche.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Oltre 500mila posti di lavoro persi tra ottobre e dicembre 2008, in settori trainanti come il tessile, i trasporti, gioielli e metalli, miniere, autoveicoli. E’ una prima grave conseguenza per l’India della crisi globale e, soprattutto, delle minori esportazioni verso Stati Uniti ed Europa.

Il settore di gemme e gioielleria ha visto le esportazioni scendere del 9% nell’ultimo trimestre 2008. In molte industrie gli operai sono invitati ad accettare riduzioni di salario e lavorare di più, se vogliono salvare il posto.

Grave anche il settore tessile e abbigliamento, da sempre trainante per l’economia indiana e che occupa 35 milioni di persone. La Confederazione delle industrie tessili indiane parla di un taglio di 1,2 milioni di posti entro fine marzo.

Circa il 50% della produzione è esportata, soprattutto in Usa, Unione europea e Giappone, mercati ora in difficoltà. Inoltre il prezzo del cotone grezzo è aumentato del 30% nel 2008e la produzione del settore è scesa di circa il 10% a ottobre. Per questo il viceministro al Commercio Jairam Ramesh ammonisce che è persino possibile che le imprese indiane inviino lavoratori e stoffe all’estero, in Paesi come il Bangladesh dove i costi di produzione sono inferiori. Ma è forte anche la concorrenza di Cina, Vietnam, Sri Lanka.

Ludhiana (nel Punjab) si vanta di produrre l’80% della lana del Paese. Ma le ditte locali dicono che nel 2008 hanno venduto oltre il 50% in meno, specie all’estero. Il problema è lo stesso ovunque. Se la crisi si prolunga, molte ditte rischiano l’insolvenza ed esperti invitano lo Stato a diminuire le imposte e concedere loro prestiti agevolati.

La situazione è aggravata dai molti lavoratori indiani migranti all’estero che, licenziati, tornano a casa. Molti emigrati a Dubai e nel Golfo Persico, occupati nel settore edile, ora si trovano senza lavoro per la forte contrazione delle costruzioni. Il Ministro per gli indiani all’estero parla di almeno 4 milioni di migranti nella zona del Golfo. La Banca centrale stima che l’India nel 2008 ha ricevuto circa 40 miliardi di dollari di rimesse dirette di migranti all’estero, anche se qualcuno dice che la cifra è gonfiata da operazioni di riciclaggio di denaro.

Anche su questo si decideranno le elezioni politiche nazionali di aprile: il Partito del Congresso, che guida la coalizione di governo, promette di creare 58 milioni di nuovi posti entro 5 anni e il premier Manmohan Singh ha invitato gli industriali a non tagliare posti di lavoro.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Schiavi-bambini: niente scuola, solo lavoro "per comprare il pane"
13/06/2008
Sri Lanka: a due mesi dalla scomparsa di p. Jim, il governo ancora tace
19/10/2006
Chittagong: operai tessili in rivolta per i salari. Tre morti e decine di feriti
13/12/2010
Francia e Germania aumentano gli investimenti in Bangladesh
11/02/2010
Deficit negli scambi commerciali del Giappone: è la prima volta dal 1980
22/04/2009


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”