17/10/2020, 09.42
CINA-AFRICA
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Calano i prestiti ai Paesi africani: migliaia di lavoratori cinesi tornano a casa

Tra il 2015 e il 2018 in 62.600 hanno fatto rientro in Cina. Dai massimi del 2016, pari a 24,9 miliardi di dollari, i prestiti cinesi sono crollati a circa 9 miliardi nel 2018. L’Angola è la nazione che ha registrato la perdita maggiore di personale cinese. Sempre più manodopera locale è impiegata nelle aziende cinesi.

Pechino (AsiaNews) – Negli ultimi anni, decine di migliaia di lavoratori cinesi emigrati in Africa hanno fatto ritorno in Cina: un’inversione di tendenza rispetto al recente passato. Secondo due società di consulenza, l’Oxford China International Consultancy e la Development Reimagined (con sede a Pechino), il rientro coincide con il calo dei prestiti concessi dal governo cinese ai Paesi africani.

Dallo studio risulta che 62.600 lavoratori cinesi hanno lasciato il continente africano tra il 2015 e il 2018: cinque anni fa erano 263mila, che rappresenta il picco della loro presenza; il 2015 è anche l’anno in cui Pechino ha firmato il maggior numero di contratti con Stati africani.

Gli autori della ricerca precisano che alcuni lavoratori cinesi potrebbero essere rimasti in Africa dopo aver cambiato lo status di soggiorno. Sono operai che si stabiliscono nei Paesi dove erano impiegati in progetti di costruzione, e diventano ad esempio piccoli commercianti. L’indagine si basa inoltre su dati ufficiali, quindi non considera gli immigrati clandestini.

Il governo cinese non fornisce informazioni sull’ammontare dei prestiti concessi all’estero, spesso legati alla Belt and Road Initiative, il grande piano di Xi Jinping per collegare Cina, Africa ed Europa con nuove Vie della seta.

La China Africa Research Initiative della John Hopkins University ha calcolato che, tra il 2000 e il 2018, la Cina ha prestato in totale 148 miliardi di dollari a circa 50 Stati africani. Dai massimi del 2016, pari a 24,9 miliardi di dollari, i prestiti di Pechino sono crollati a circa 9 miliardi nel 2018.

L’Angola è il Paese che ha registrato la riduzione maggiore in questo periodo: da 19,3 miliardi di dollari a 80 milioni. I lavoratori cinesi impiegati nell’ex colonia portoghese sono passati dai 44mila del 2015 ai 27mila del 2018. L’Algeria, che ne ospita il maggior numero, è passata da 91 a 60 mila.

Il ritorno dei lavoratori in Cina è dovuto anche alle crescenti richieste dei governi interessati di impiegare personale locale nei progetti finanziati dal gigante asiatico. In un studio del 2019, la School of Oriental and African Studies dell’università di Londra ha scoperto che in Etiopia il 90% dei posti nelle aziende cinesi va a lavoratori locali; in Angola il dato è del 75%.

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