20/12/2010, 00.00
SRI LANKA
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Caritas Sri Lanka per la Giornata internazionale dei migranti

di Melani Manel Perera
P. George Sigamony, direttore nazionale della Caritas, ha sottolineato l’importanza dei lavoratori migranti per l’economia del Paese. Ricordando i problemi che queste persone affrontano una volta all’estero: mancati stipendi, scarsa assistenza, molestie di ogni tipo. Come sottolinea mons. Swampillai, vescovo di Trincomalee-Batticaloa, quello dei lavoratori migranti “è un problema scottante” per il quale è necessario trovare presto soluzioni efficaci.
 Colombo (AsiaNews) – I lavoratori migranti sono la seconda fonte di guadagno dello Sri Lanka. La metà sono collaboratori domestici. Secondo p. George Sigamony, direttore nazionale della Caritas, 247.119 persone vanno all’estero ogni anno in cerca di lavoro, e circa 348 lavoratori migranti sono morti nel 2010. Il 10% delle donne ha presentato denunce al Bureau of Foreign Employment per il mancato pagamento dello stipendio, la mancanza di comunicazione con gli uffici preposti, e altre forme di molestie che hanno dovuto subire sul posto di lavoro.

A fronte di tale problema, la Caritas ha organizzato nella sua sede a Colombo un incontro per la Giornata internazionale dei migranti, il 17 dicembre scorso. Molte personalità sono intervenute: mons. Joseph Spiteri, nunzio apostolico; il ministro degli Esteri G. L. Peiris; p. George Sigamony, direttore nazionale della Caritas; diversi sacerdoti, suore, rappresentanti di alcune Ong, oltre a due donne migranti appena rimpatriate.

Il ministro Peiris ha richiamato gruppi civili e organizzazioni religiose a giocare un ruolo attivo per risolvere i problemi che i lavoratori migranti del Paese devono affrontare. E ha sottolineato che gli impiegati che tengono i contatti con i lavoratori all’estero dovrebbero conoscere i contratti di lavoro che attendono i migranti. Peiris ha poi esortato le donne che lasciano il Paese di considerare anche la possibilità di un lavoro autonomo. Secondo il ministro infatti, gli abitanti dello Sri Lanka dovrebbero sfruttare di più le opportunità messe loro a disposizione a livello locale.

Mons. Kingsley Swampillai, vescovo di Trincomalee-Batticaloa, si è detto felice per l’impegno della Chiesa nella questione dei lavoratori migranti, ma ha dichiarato che manca una legge specifica e chiara sul tema: “È un problema scottante, e deve essere affrontato al più presto per trovare delle soluzioni efficaci”.

La Caritas ha preparato due opuscoli in inglese sui lavoratori migranti dal titolo “Casi di studio sui migranti” e “Migrazione sicura”, presentati al ministro Peiris durante l’incontro. L’associazione ha poi esposto i risultati della ricerca “Raccomandazioni sulle questioni chiave affrontate dalle collaboratrici domestiche migranti”, condotta tra settembre e novembre di quest’anno. Le indagini sono state fatte su sei distretti: Ampara, Anutadhapura, Colombo, Nuwaraeliya, Puttalam e Vavuniya. Il campione era di 20 persone per distretto.

Il rapporto di ricerca della Caritas si è orientato su sei campi specifici: accesso alle informazioni e ai servizi; corsi di formazione per lavoratori domestici; lingua; tutela legale; servizi del Bureau of Foreign Employment; reintegrazione.

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