22/06/2026, 08.45
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Centri per migranti dall'Europa: le ipotesi Uzbekistan e Kazakistan

di Vladimir Rozanskij

Dopo l'entrata in vigore delle nuove norme Ue che prevedono strutture in Paesi terzi si indicano Astana e Tashkent tra le possibili sedi. Ipotesi legate alla vicinanza con l'Afghanistan e la disponibilità di territori molto vasti. Bruxelles offrirebbe in cambio agevolazioni sui visti. Ma i due Paesi in questione smentiscono anche a fronte delle opposizioni interne.

Astana (AsiaNews) - A giugno l’Unione europea ha approvato le nuove regole sulle questioni migratorie, che introducono la creazione di centri di smistamento al di fuori dei confini della Ue. In diversi media europei si è diffusa l’informazione secondo cui come possibili sedi di queste strutture si indicano anche il Kazakistan e l’Uzbekistan, che finora hanno smentito la notizia. Il tema ha suscitato comunque molte discussioni in Asia centrale, sul ruolo della regione nelle politiche migratorie europee.

L'Europa sta compiendo un passo verso una politica migratoria più rigorosa, in un contesto di ascesa dei partiti conservatori e di proteste di massa contro l'afflusso di migranti. Il nuovo regolamento accelererà le procedure di espulsione dei migranti irregolari e consentirà agli Stati membri dell'Ue di istituire “centri di rimpatrio” al di fuori dell'Unione. Il Consiglio dell'Ue ha osservato in una dichiarazione che tali centri potrebbero fungere sia da destinazione finale che da hub di transito per il successivo trasferimento dei rimpatriati nel loro Paese d'origine o in un altro Paese terzo.

“Con i centri di rimpatrio, creiamo le condizioni affinché gli Stati membri trovino nuove soluzioni per il rimpatrio dei migranti. Naturalmente, questo si applica solo a coloro che non hanno il diritto di soggiornare nell'Unione europea”, ha dichiarato Magnus Brunner, Commissario europeo per gli Affari interni e la migrazione. Secondo le normative finora vigenti, le autorità dell'Ue possono rimpatriare i migranti irregolari solo nel loro Paese d'origine, o in un Paese con cui hanno dimostrato di avere legami, mentre con il nuovo sistema questa restrizione verrà eliminata.

I funzionari dell'Ue non hanno ufficialmente rivelato i Paesi verso cui intendono rimpatriare i migranti irregolari, ma i media europei riportano che avrebbero già individuato una decina di Paesi a questo scopo. Tra questi, secondo il sito di informazione americano Politico che cita fonti diplomatiche, il Kazakistan e l'Uzbekistan potrebbero diventare partner dell'Ue per le espulsioni. Secondo la pubblicazione, Bruxelles potrebbe offrire a questi Paesi assistenza finanziaria ed esenzioni dal visto in cambio della creazione di centri di espulsione sul loro territorio.

Le autorità di Taškent e Astana hanno prontamente smentito queste notizie; il ministero degli esteri uzbeko ha dichiarato che le informazioni erano false, mentre quello kazako ha confermato i negoziati con l'Ue sull'agevolazione dei visti, ma non sull'istituzione di centri di espulsione. In seguito, anche Eduards Stiprais, rappresentante dell'Unione europea per l'Asia centrale, ha smentito le indiscrezioni riguardo alla creazione di centri di espulsione in Kazakistan e Uzbekistan.

Secondo Ališer Ilkhamov, direttore dell'organizzazione londinese Central Asia Due Diligence, l'interesse dell'Ue per la regione in materia di espulsioni potrebbe essere principalmente legato alla sua posizione geografica. “In Uzbekistan probabilmente contano di accogliere un gran numero di afghani, dato che è dall'Afghanistan che proviene il maggior afflusso di migranti illegali in Europa. Per quanto riguarda il Kazakistan, ha semplicemente un territorio molto vasto, quindi ci sono posti dove allestire centri di deportazione”. Il Kazakistan e l'Uzbekistan sono ritenuti i Paesi più stabili nella regione, in grado di accogliere migranti per un periodo di tempo piuttosto lungo.

Secondo Tolganai Umbetalieva, direttrice della Fondazione per lo Sviluppo della Democrazia dell'Asia Centrale, una decisione positiva dei governi ad ospitare i centri potrebbe provocare una reazione pubblica critica: “in Kazakistan la popolazione locale è piuttosto intollerante su questo tema. Se ci fosse un afflusso dall'Afghanistan o, diciamo, dalla Siria, penso che molto probabilmente seguirebbero delle proteste”. La questione migratoria diventa sempre più complessa, e l’Asia centrale potrebbe comunque portare un contributo significativo per la sua soluzione.

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