30/08/2006, 00.00
Cina
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Cina, comunisti disperati: torna l'Abc per i dirigenti

Il Politburo del Partito comunista cinese, travolto dagli scandali, ha riadottato le "regole di condotta" del 1997 che impongono ai dirigenti di comunicare matrimoni, funerali, acquisto o vendita di beni e viaggi all'estero. Uno studioso le definisce inutili, perché si basano su un'integrità che non esiste più.

Pechino (AsiaNews/Scmp) – Il governo cinese ha spolverato e riproposto dei regolamenti vecchi di nove anni che impongono ai quadri del Partito comunista di fornire dettagli sulla loro vita privata: investimenti, matrimoni o divorzi ed addirittura se si diventa suoceri di uno straniero. Dopo un incontro del Politburo, presieduto dal presidente Hu Jintao, è stato rilasciato ieri un documento che sottolinea la "rivisitazione delle regole, compiuta per rendere più facile la dichiarazione dei propri affari personali alle commissioni del Partito".

I dettagli della "rivisitazione delle regole" non sono pubblici. Le originali, datate 1997, prevedono che i dirigenti comunichino entro un mese alle commissioni del Partito in caso di: costruzione, acquisto, vendita ed affitto di proprietà; matrimoni con stranieri; viaggi all'estero per motivi privati; emigrazione e matrimoni o funerali, i momenti in cui – sotto forma di regalo – si ricevono più tangenti. Queste azioni devono essere riferite alle Commissione di controllo locale, anche se a compierli è un familiare del dirigente.

La decisione è stata presa anche per contenere la rabbia crescente dei membri del Partito e della popolazione riguardo alla corruzione rampante dei parenti e degli aiutanti dei leader comunisti. Essa va posizionata all'interno dei giochi di potere che avvengono fra i quadri in vista del 17esimo Congresso del Partito, che si terrà il prossimo anno, durante il quale è previsto un imponente rinnovamento della dirigenza.

Il Pcc si ritrova sommerso dagli scandali. Il governo centrale ha inviato più di cento investigatori anti-corruzione a Shanghai con il compito di indagare sull'appropriazione indebita dei fondi pensionistici della città, circa 3,2 miliardi di yuan, in cui sarebbero coinvolti i parenti di alcuni dirigenti ed i dirigenti stessi.

La scorsa settimana il governo municipale ha confermato che Qin Yu, ex segretario personale di Chen Liangyu – membro del Politburo e segretario del Partito di Shanghai – è sotto inchiesta per "serie violazioni al regolamento" in merito allo scandalo.

Altri gravi scandali sono ancora recenti ed hanno influenzato la decisione del Politburo: fra tutti, l'arresto del vice sindaco di Pechino Liu Zhihua e dei dirigenti di Tianjin per reati legati alla corruzione.

Hu Xingdou, professore della capitale, dice che le revisioni sottolineano il dilemma che affronta la leadership comunista, data la quasi inutilità delle regole. Egli spiega che queste "si basano sulla buona volontà dei dirigenti, perché non vi è alcun organo che ne controlla l'attuazione. Si fondano sul concetto che più un dirigente è di alto grado e più è integro ed in grado di controllare chi lo circonda. In realtà, spesso i dirigenti ed i loro sottoposti fanno parte degli stessi gruppi di interesse".

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