05/11/2021, 12.29
TERRA SANTA
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Cisgiordania, al via Afaq per l'imprenditoria di donne e giovani cristiani

Un’iniziativa del Patriarcato latino per “integrare” la comunità cristiana nel territorio e “contrastare” il fenomeno migratorio. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’università di Betlemme e l’Institute for Community Partnership (Icp). In programma seminari dedicati all’orientamento professionale. 

Betlemme (AsiaNews) - Promuovere sviluppo e indipendenza economica di donne e giovani cristiani in Palestina, con l’obiettivo di “integrare” la comunità nel territorio sociale, politico e culturale in cui è inserita e “contrastare” la migrazione, garantendo loro un “futuro migliore”. Con questo obiettivo è nato in Terra Santa il progetto “Afaq”, illustrato nei giorni scorsi in una scuola cattolica di Taybeh, grazie alla collaborazione fra il Patriarcato latino di Gerusalemme, l’università di Betlemme e l’Institute for Community Partnership (Icp). 

Il progetto è intitolato “Christian Youth and Women Empowerment, Entrepreneurship, and Employment in Palestine”. Esso verrà sviluppato in 13 parrocchie della Cisgiordania: Betlemme, Beit Jala, Beit Sahour, Birzeit, Jifna, Aboud, Ramallah, Ein Arik, Taybeh, Rafidia, Zababdeh, Jenin e Gerico. Fra quanti beneficeranno dell’iniziativa di impresa e sviluppo vi sono anche le piccole comunità cristiane di Burqin, Tubas, Kafr Qud, Jalameh e Deir Ghazaleh. 

Dall’Iraq alla Siria, dalla Terra Santa al Golfo passando per il Libano stesso, fra le priorità delle istituzioni cattoliche vi è quella di offrire opportunità di impiego e impresa alle comunità locali, autoctone o di immigrati, per contrastare l’esodo verso Europa, Stati Uniti e Australia. In quest’ottica si legge l’iniziativa congiunta del patriarcato e dell’università di Betlemme, dedicata in particolare all’universo rosa e alle fasce più giovani della popolazione, fra quelle più interessate negli ultimi anni al fenomeno migratorio rispetto a genitori o nonni.

Per il successo del progetto, l’Icp in collaborazione con le istituzioni cattoliche intende condurre un’indagine sulla realtà cristiane della Cisgiordania per poi realizzare un sito web che le includa tutte. Vi saranno poi seminari di approfondimento dedicati all’orientamento professionale e all’imprenditorialità, cui si affiancheranno sovvenzioni e prestiti a sostegno delle attività e dei singoli imprenditori.

Commentando il progetto p. Bashar Fawadleh, parroco di Taybeh e cappellano dello Youth of Jesus’ Homeland - Palestine (Yjhp), ha auspicato che sia l’inizio di una serie di incontri che possano portare frutto per la comunità. È necessario, ha aggiunto, “lavorare all’unisono per il bene comune” partendo dal “cuore della società e della Chiesa, la Chiesa di Gerusalemme, terra natale di Cristo”. Fratel Peter Bray, vice-rettore dell’università di Betlemme, ricorda l’attenzione dell’ateneo “alle molteplici sfide” che i giovani laureati devono affrontare. “Per questo - prosegue - desideriamo essere coinvolti nell’eliminazione, o quantomeno nella limitazione delle barriere all’impresa e all’occupazione”. Un progetto, conclude Sami El-Yoused del Patriarcato, che si avvale della collaborazione di diverse realtà cristiane della Terra Santa che vuole sia “promuovere l’impresa” che rafforzare le “competenze” per una migliore ricerca di occupazione.

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