05/04/2022, 13.47
SRI LANKA
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Colombo, economisti chiedono moratoria sul debito per uscire dalla crisi

di Arundathie Abeysinghe

I leader di undici partiti hanno chiesto al presidente Rajapaksa un governo provvisorio che adotti nuove politiche di fronte alla penuria di beni essenziali. Lo Sri Lanka Freedom Party di Sirisena lascia la coalizione. Anche i quattro principali gruppi buddhisti invocano l'uscita di scena completa dell'attuale esecutivo.

Colombo (AsiaNews) - I leader dell'Alleanza di undici partiti che ha la maggioranza nel parlamento dello Sri Lanka ha chiesto al presidente Gotabaya Rajapaksa di formare un governo provvisorio che adotti nuove politiche come primo passo per risolvere la crisi economica del Paese. La richiesta arriva dopo che tutti i ministri dell’attuale esecutivo si sono dimessi sull’onda delle proteste che infiammano il Paese.

Gli analisti politici sono concordi nell’affermare che il nuovo governo provvisorio non dovrebbe seguire le politiche che hanno aggravato la crisi attuale, ma attuare soluzioni concrete per fare i conti con gli alti prezzi dei generi alimentari, carenza di cibo, mancanza di carburante, gas, elettricità e medicine essenziali.

Analisti economici spiegano ad AsiaNews che la causa principale della crisi attuale è la mancanza di dollari nelle casse dello Stato. Occorrerebbe ritardare il pagamento dei prestiti e degli interessi attraverso una politica di moratoria per un periodo di cinque anni, seguendo la via adottata nella maggior parte dei Paesi del mondo che affrontano crisi economiche simili. Se Colombo lo avesse fatto prima di ripagare un prestito da 6 miliardi di dollari, questa somma avrebbe potuto essere utilizzata per ottenere i beni essenziali, la principale causa di sofferenza che il Paese sta affrontando. Alcuni partiti di sinistra, tra cui il Lanka Sama Samaja Party (Lssp), ritengono che il governo non dovrebbe chiedere assistenza al Fondo Monetario Internazionale (Fmi), perché questo porterebbe solo a ulteriori debiti. 

Negli ultimi giorni erano circolate voci secondo cui all'ex primo ministro Ranil Wickramasinghe - leader dello United National Party (Unp) - fosse stata offerta la guida di un governo di unità nazionale, ma Wickramasinghe stesso ha negato questa ipotesi. Secondo fonti dell'Unp l’unica soluzione sarebbe un accordo nazionale con un governo provvisorio di tutti i partiti sotto il patrocinio del presidente della Corte Suprema, in vista di elezioni da tenere il più presto possibile.

Secondo fonti governative, lo Sri Lanka Freedom Party (Slfp) guidato dall'ex presidente Maithripala Sirisena avrebbe incontrato il 4 aprile il presidente Gotabaya Rajapaksa per colloqui urgenti ma le discussioni sarebbero fallite. Lo Slfp avrebbe deciso di lasciare la coalizione di governo e di sedere ora in maniera indipendente in Parlamento. Da parte sua Rajapaksa – che ha discusso della crisi con 132 deputati della sua coalizione - ha chiesto a tutti i partiti politici in Parlamento di offrire il loro aiuto per trovare soluzioni alle attuali sfide economiche. Intanto ha nominato quattro ministri per portare avanti le funzioni di governo fino alla nomina di un gabinetto completo.

Anche i leader dei quattro principali gruppi buddisti dello Sri Lanka hanno scritto al presidente Rajapaksa e presentato sei proposte per risolvere la crisi economica, che comprendono lo scioglimento del governo e la formazione di un esecutivo provvisorio. Intanto continuano le proteste pubbliche in diverse parti del Paese a cui partecipano grandi gruppi di persone tra cui professionisti, artisti e studenti. Oltre che nello Sri Lanka manifestazioni si stanno tenendo anche nelle comunità di emigrati in tutto il mondo.

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