04/10/2023, 09.37
SRI LANKA
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Colombo: da corruzione e inefficienza un ‘buco’ miliardario nelle casse del Paese

di Arundathie Abeysinghe

Nel mirino l’agenzia delle entrate e l’amministrazione delle dogane e delle accise. Per il governo sarà difficile raggiungere gli obiettivi di breve termine fissati dal Fmi. Per gli esperti l’esecutivo “ha poco e nessuno spazio per aumentare le aliquote fiscali”. Dal 2005 cresce l’incidenza della corruzione, pesando sempre più sul bilancio. 

Colombo (AsiaNews) - Inefficienza e corruzione dei burocrati e degli apparati governativi, unite alla mancanza di un appropriato sistema di controllo e sviluppo hanno determinato un “buco” da 500 miliardi di rupie (1,5 miliardi di dollari) in tre istituzioni statali: entrate, amministrazione delle dogane e delle accise. Lo denuncia la Commissione parlamentare di supervisione dei programmi economici e di pianificazione, che ha individuato le perdite e invocato la formazione di un comitato speciale di 50 funzionari chiamato a monitorare il lavoro delle istituzioni. Circa l’86% dei fondi raccolti dal Dipartimento delle entrate proviene da sole 464 entità, il che fa supporre l’incapacità di espandere la base di raccolta, a dispetto di un personale composto da circa 2.500 unità.

A causa delle criticità nella riscossione delle entrate, il governo avrà difficoltà a raggiungere gli obiettivi di breve termine fissati dal Fondo monetario internazionale (Fmi), sempre che non aumenti gli sforzi per accrescere i proventi delle tre principali fonti di reddito. L’economista Navin Hewawitharana spiega ad AsiaNews che “il governo ha poco o nessuno spazio per aumentare le aliquote fiscali” nei vari settori per raggiungere “gli obiettivi”.

“Dal 2005 l’incidenza della corruzione - prosegue l’esperto - è aumentata in modo significativo” come emerge dai dati diffusi dall’istituto di ricerca indipendente V-Dem (Varieties of Democracy). Essi mostrano che è cresciuta sia la frequenza con cui i politici usano la carica per guadagni privati o di partito, quanto la pratica dei governativi di usare la carica per concedere favori in cambio di tangenti o benefit non dovuti.

Secondo gli studiosi Neville Weerakoon e Anushika Gamage “l’indice di percezione della corruzione 2020 condotto da Transparency International ha collocato lo Sri Lanka al 94° posto su 179 nazioni, mentre l'India è all’86° e Singapore al terzo“. Per rafforzare l’economia, proseguono, “deve anche diminuire la corruzione, in modo da soddisfare gli elevati standard internazionali, assicurandosi che le leggi siano applicate e che le procedure siano fluide e snelle” perché “non ci sia la possibilità di richiedere tangenti lungo il percorso”. Lo Sri Lanka, concludono, “ha la possibilità di migliorare questi aspetti”.

Le aliquote elevate delle imposte sulle persone fisiche volute dal governo hanno avuto un impatto devastane sui professionisti, ragion per cui molti di loro stanno cercando opportunità di lavoro all’estero. Rispondendo alle richieste dei professionisti, l’esecutivo ha promesso alcuni sgravi fiscali a partire dal gennaio del prossimo anno. Tuttavia, vi è più di un dubbio sul fatto che si possa intervenire nell’immediato, anche considerando “la battuta d’arresto della scorsa settimana in seguito alla revisione da parte del Fmi” hanno concluso Neville e Anushika.

Nel frattempo, la fuga all’estero degli srilankesi continua a ritmo sostenuto e trainata con particolare vigore da alcuni settori. Su tutti quelli ingegneristico, accademico, sanitario e dell’aviazione, che stanno affrontando il peso della fuga di cervelli. L’economista Senarath Attanayaka vede “confusione” in seno al governo, perché fa riferimento “alle rimesse estere” che entreranno grazie al lavoro dei professionisti emigrati. Tuttavia, un esodo di massa significherebbe perdere la parte più importante in tema di intelligenza, produzione, innovazione e minare alla radice gli sforzi di ricostruzione. “Lo Sri Lanka - conclude l’esperto - non può permettersi di perdere i servizi di un numero così elevato di intellettuali e professionisti, in un momento in cui sta cercando di uscire dalla peggiore crisi economica dall’indipendenza”.

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