26/04/2021, 12.23
INDIA
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Compie 84 anni p. Stan Swamy, ancora in carcere

di Cedric Prakash

Il gesuita è in prigione da più di 200 giorni per il suo impegno in difesa dei tribali. L'augurio di padre Prakash: “Oggi celebriamo il tuo coraggio e il dono che rappresenti per tante persone, soprattutto per i poveri e gli esclusi".

Mumbai (AsiaNews) – Padre Stan Swamy compie oggi 84 anni. Nonostante l'età e il morbo di Parkinson, il gesuita indiano è in carcere dall'8 ottobre per il suo impegno in favore delle popolazioni tribali del Jarkhand. Una ricorrenza che diventa anche l'occasione per non dimenticare la sorte di questo religioso ingiustamente accusato di “terrorismo”, a cui già due volte è stata negata persino la libertà su cauzione. Una situazione difficile date le sue condizioni di salute, anche alla luce dell'ondata di Covid-19 che attraversa l'India. In occasione del compleanno, il confratello gesuita p. Cedric Prakash ha indirizzato a p. Swamy una lettera aperta di cui pubblichiamo ampi stralci.


Caro padre Stan non è certo una cosa normale augurare un buon compleanno a chi sta in prigione. Un compleanno non può essere felice lì. Tuttavia nel farti gli auguri celebriamo la tua vita, la tua missione, il tuo messaggio e coloro con i quali ti sei cosi strettamente identificato in tutti questi anni. La nostra è una preghiera di ringraziamento all'Onnipotente per il dono che rappresenti per tante persone, soprattutto per i pov,eri e gli esclusi, per i tribali e i dalit, per il nostro Paese e per la Compagnia di Gesù.

Oggi non possiamo non pensare al tuo stile di vita incredibilmente semplice. La tua sobrietà è nota a tutti. Hai vissuto in pienezza il voto di povertà; i tuoi bisogni materiali sono pochi, i tuoi beni ancora meno. I media devono proprio aver avuto un gran lavoro quando, qualche tempo fa, le autorità hanno disposto il sequestro delle tue proprietà: devono aver trovato ben poco da portare via.

Ci hai insegnato il vero significato della parola solidarietà, che cosa vuol dire far seguire alle parole i fatti. E cioè che per dare davvero forza agli sfruttati e agli esclusi, bisogna essere solidali nelle loro lotte, accompagnarli visibilmente e ad alta voce, con coraggio profetico anche attraversando difficoltà e ostilità, per poter costruire una società più giusta e più umana.
Oggi celebriamo il tuo straordinario lavoro. Sei un famoso attivista per i diritti dei tribali, che opera su tante questioni: la terra, la foresta, i diritti dei lavoratori. Sei una persona straordinaria che si è donata in una maniera disinteressata, senza preoccuparti del prezzo del tuo impegno.

Da giovane prete hai vissuto in un villaggio tribale dell'interno, condividendo una piccola stanza con una famiglia locale. Allora hai imparato la lingua Ho, hai studiato la loro cultura e i loro costumi, mangiato il loro cibo, anche cantato e danzato con loro. Immergerti nello stile di vita tribale è sempre stato fondamentale per te, in un certo senso è stata la tua forza. Tu credi nei giovani: hai sempre avuto fiducia in loro, hai dato loro un senso di identità e li hai aiutati ad analizzare criticamente quanto avveneva nella loro società tribale. Con la generosità e l'aiuto di tante persone locali hai costruito la tua residenza che è divenuta una casa aperta a tutti.

Oggi ascoltiamo ancora le parole profonde che sgorgarono dal tuo cuore poco prima del tuo arresto l'8 ottobre 2020: “Quanto sta accadendo a me non è unico, e non riguarda solo me. Si tratta di un processo più ampio che coinvolge tutto il Paese. Siamo tutti consapevoli di come importanti intellettuali, avvocati, scrittori, poeti, attivisti, studenti, leader, vengono tutti messi in carcere per aver espresso il loro dissenso o sollevato domande sul potere che governa l'India. Siamo parte di questo processo. E in un certo senso sono felice di esserne parte. Non sono uno spettatore silenzioso e sono pronto a pagarne il prezzo, qualunque esso sia”.

Sei in prigione ormai da 200 giorni; ma anche dal carcere tu raggiungi i prigionieri meno fortunati in tutte le maniere. Ti prendi cura di loro. Non hai permesso a quel sistema brutale e inumano di piegarti. Al contrario, ci dici con positività e speranza che anche un uccello in gabbia può cantare. Non sei uno spettatore silenzioso e non lo sarai mai. Ed è per questo che oggi 26 aprile, tuo 84esimo compleanno, ti celebriamo e sinceramente ti ringraziamo per tutto quanto rappresenti per noi. Buon compleanno p. Stan.

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