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SRI LANKA - INDIA
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Dal dollaro alle rupie: il piano sul commercio tra Delhi e Colombo

di Arundathie Abeysinghe

Una scelta legata all’obiettivo di ridurre i costi di transazione e alleggerire la pressione sulle riserve valutarie. Introdotte anche nuove disposizioni per consentire a imprese indiane di investire nello Sri Lanka utilizzando la propria moneta. Ma restano questioni pratiche da risolvere. 

Colombo (AsiaNews) - Privilegiare le monete locali sul dollaro: sembra essere questa la politica impressa da Delhi nei commerci regionali, una direzione confermata anche dalla richiesta avanzata al governo di Colombo di ricorrere con maggiore frequenza alla rupia indiana e dello Sri Lanka nelle transazioni. Una scelta legata all’obiettivo di ridurre i costi di transazione, alleggerire la pressione sulle riserve valutarie e rafforzare la resilienza economica tra i due Paesi. In una tavola rotonda dal titolo “Da rupia a rupia: rafforzare il corridoio commerciale India-Sri Lanka” del 22 giungo scorso nella capitale, l’Alto Commissario indiano in Sri Lanka Santosh Jha, ha auspicato che le due economie, strettamente interconnesse, possano condurre transazioni commerciali e finanziarie in modo più semplice.

A promuovere l’iniziativa, oltre all’Alto commissario, vi è la Banca Centrale dello Sri Lanka (Cbsl), che vuole aprire la strada agli istituti di credito dello Sri Lanka e alle filiali delle banche indiane a Colombo, per facilitare le transazioni commerciali direttamente in rupie indiane (Inr). Finora, nonostante gli stretti legami commerciali tra India e Sri Lanka, gli scambi commerciali sono stati tradizionalmente condotti ricorrendo al dollaro statunitense.

Come ha sottolineato l’Alto Commissario Jha “ogni volta che un esportatore indiano emette una fattura in dollari statunitensi e ogni volta che un importatore dello Sri Lanka paga in dollari statunitensi, entrambe le parti si assumono un rischio valutario superfluo”. Inoltre, prosegue, “sostengono costi di conversione inutili e aggiungono un ulteriore livello di dipendenza da una valuta di un Paese terzo che nessuna delle due emette, controlla o, in alcuni casi, riesce ad acquisire facilmente”. Di conseguenza, avverte, “la riduzione del rischio e la diversificazione sono diventate sempre più importanti in un contesto economico globale incerto. Affidarsi a un’unica modalità di transazione predominante in un mondo altamente instabile è estremamente rischioso. È necessario creare nuovi punti di resilienza”.

“Il regolamento in valuta locale - prosegue Jha - offre una soluzione pratica a molte di queste sfide. Consentendo lo svolgimento degli scambi direttamente in rupie, le imprese possono evitare perdite di conversione, ridurre i costi di transazione e proteggere il commercio bilaterale dalle fluttuazioni del dollaro statunitense. Il regolamento in valuta locale cambia questo quadro. Riduce i costi di transazione ed elimina le perdite di conversione in entrambe le direzioni. E protegge il commercio bilaterale - conclude l’esperto - dalla volatilità del dollaro”. Intervenendo al forum il direttore generale della Reserve Bank of India Aditya Gaiha ha affermato che “tra le misure chiave figurano i recenti emendamenti alla legge indiana sulla gestione dei cambi (Fema), volti a rafforzare il quadro normativo per le transazioni valutarie”. 

Nel frattempo, sono state introdotte anche nuove disposizioni per consentire alle imprese indiane di effettuare investimenti diretti in aziende dello Sri Lanka utilizzando la rupia indiana, facilitando così il commercio e gli investimenti trans-frontalieri. Una scelta che riflette lo sforzo strategico volto a rafforzare i legami economici, ”semplificando al contempo - sottolinea Gaiha - le interazioni finanziarie tra i due Paesi”.

Interpellati da AsiaNews gli analisti economici Rajini Gamlath e Mayantha Senanayake hanno rivelato che “data la volatilità relativamente bassa tra Inr e Lkr rispetto a quella tra dollaro Usa e Lkr, si potrebbe trarre vantaggio dal mantenere un’esposizione aperta su rupie indiana e dello Sri Lanka, rispetto a un’esposizione su dollaro e rupie dello Sri Lanka”. Pertanto, la possibilità di coprire l’esposizione in rupie indiane tramite contratti a termine su valute (FX Forwards), previa approvazione delle autorità di regolamentazione, ”consentirà - aggiungono - una transizione più agevole sia per gli importatori che per gli esportatori che mirano a regolamenti diretti in Inr, in quanto garantirebbe certezza sui flussi di cassa rispetto al mantenimento di una posizione aperta”.

“Nel frattempo, i volumi commerciali indiani - affermano Gamlath e Senanayake - gestiti dalla maggior parte delle banche commerciali nelle transazioni commerciali in rupie indiane ammontano a circa il 5/10%, mentre il resto è in dollari Usa. Pertanto, è necessario aumentare il volume in Inr fino al 50/60%. Tuttavia, i tassi a termine in rupie indiane non sono ancora disponibili per le banche locali” e persistono criticità legate a pagamenti di servizi commerciali come le spese di trasporto, laddove alcune banche indiane sono riluttanti a gestire gli onorari di consulenza. “Pertanto - concludono - è necessario facilitare la risoluzione di tali questioni affinché le transazioni da rupia a rupia possano acquisire maggiore attrazione”.

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