05/09/2012, 00.00
SIRIA
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Damasco, tiepide aperture del regime a Onu e Croce Rossa internazionale

All'Assemblea generale Onu, il rappresentante siriano assicura piena collaborazione al sostituto di Kofi Annan, Lakhdar Brahimi. Bashar al-Assad loda invece il lavoro imparziale compiuto da Croce rossa e Mezzaluna rossa. Ban ki moon si scaglia contro i Paesi che continuano a fornire armi al regime e ai ribelli.

Damasco (AsiaNews/ Agenzie) -  Il regime di Assad apre al nuovo rappresentante di Onu e Lega araba e loda il lavoro "imparziale" della Croce Rossa internazionale. La promessa è tentare una strada pacifica per risolvere il conflitto.  

Ieri  Bashar al-Jaafari  rappresentante siriano all'Onu ha confermato alla seduta dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, che il suo Paese collaborerà con il nuovo inviato di Onu e Lega Araba Lakhdar Brahimi. Il diplomatico ha sottolineato che le dimissioni di Kofi Annan non sono "una ragione sufficiente per abbandonare il suo piano di pace", di fatto mai applicato, a causa della violazione del cessate il fuoco da parte di regime e ribelli.

Intanto, a Damasco  Bashar Al-Assad ha incontrato Peter Maurer, nuovo responsabile della Croce rossa internazionale. Tema dell'incontro il rafforzamento della collaborazione fra governo e l'organizzazione per risolvere la crisi umanitaria del Paese, colpito da guerra civile e sanzioni. In agosto il numero dei profughi in fuga dal Paese ha superato le 100 mila unità.  Dall'inizio dell'anno, il CICR ​​e la Mezzaluna Rossa siriana hanno distribuito aiuti a oltre 800 mila persone, per lo più profughi, ed hanno assicurato approvvigionamento di acqua potabile in quantità sufficiente per un milioni di persone.

Nonostante i deboli buoni propositi da parte di regime, ribelli e comunità internazionale, nel Paese si continua a combattere. In questi giorni Damasco e Aleppo sono teatro di una pesante offensiva che ha già provocato decine di morti. In occasione della riunione dell'Assemblea delle Nazioni unite Ban Ki Moon, segretario generale Onu ha definito "portatori di miseria" i Paesi che vendono armi e ai ribelli e al regime di Damasco. Fra le nazioni che stanno offrendo armi e sostegno militare ai due attori del conflitto vi sono Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Russia, Iran, ma anche Stati Uniti e altri Paesi europei. Senza fare nomi, il segretario Onu ha sottolineato il rischio di un'escalation di violenza senza fine.  "Il conflitto si sta intensificando," ha detto Ban. "Più si va avanti - ha aggiunto - più sarà difficile contenerlo,  trovare una soluzione politica e ricostruire il Paese e la sua economia.".  

 

 

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