13/07/2009, 00.00
SIRIA - USA - ARABIA SAUDITA
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Damasco spera di veder arrivare Obama, Abdullah e Hariri

La crisi iraniana vede la Siria sempre più al centro dell’azione internazionale dei Paesi che hanno interesse a “staccarla” da Teheran. Assad ha invitato il presidente americano, mentre si parla della riapertura dell’ambasciata saudita e di una visita del premier libanese.
Beirut (AsiaNews) – Barack Obama si augura “progressi” nei rapporti con la Siria, l’Arabia Saudita si prepara a riaprire la sua ambasciata a Damasco, il ministro degli esteri francese, Bernard Kouchner, dalla capitale siriana dice che Bashar al Assad vuole un governo libanese liberamente scelto, si ipotizza un vertice a tre – Arabia Saudita, Siria e Libano – da tenere a Damasco, che potrebbe vedere una clamorosa visita di re Abdullah e Saad Hariri.
 
La Siria è dunque sempre più al centro delle mosse internazionali che riguardano il Medio Oriente, almeno in parte collegabili con la crisi – in realtà profonda – che sta traversando Teheran, attuale principale alleato di Damasco.
 
Con l’obiettivo di spezzare, o almeno rendere molto meno forte il rapporto tra Assad e Ahmadinejad, gli Stati Uniti fanno sperare a Damasco non solo appoggio economico, ma anche  possibili pressioni su Israele per la restituzione delle Alture del Golan, perse dalla Siria nella guerra del 1967. Il loro recupero, sogno proibito da 40 anni, gioverebbe alla scarsa popolarità di Assad, oltre ad avere importanza sul piano economico e politico. Per parte loro, i sauditi hanno il fondamentale interesse di recuperare il ruolo di principale potenza regionale contro il crescente peso dell’Iran, anche in relazione all’influenza che in Libano hanno gli sciiti di Hezbollah, nemici dei sunniti, per ora vincitori delle elezioni con Saad Hariri. Che da parte sua, secondo il quotidiano libanese filosiriano As Safir, ha recentemente dichiarato che “prima o poi” incontrerà Assad, (generalmente ritenuto il mandante politico dell’uccisione di suo padre, l’ex premier Rafic Hariri), ”perché il Libano ha bisogno di rapporti positivi con la Siria e io ho intenzione di percorrere questa strada, che è indispensabile per entrambi i Paesi”.
 
A Damasco, così, potrebbero in teoria arrivare Obama, re Abdullah e Hariri. Assad ha infatti invitato il presidente americano che, in un’intervista all’inglese Sky News, ha parlato di “aspetti del comportamento” della Siria che “provocano ansia”, ma ha aggiunto di avere “la speranza di vedere progressi” sul fronte diplomatico. Da parte sua, l’autorevole giornale saudita Asharq Alawsat scrive che “la capitale siriana si prepara a ricevere il Custode delle due moschee”, ossia il re saudita Abdullah, “in una nuova atmosfera di ampia riconciliazione araba”.
 
I rapporti tra Siria e Arabia Saudita subirono un duro colpo in seguito all’assassinio di Hariri, grande amico dei sauditi, e hanno toccato il punto più basso nel 2008, quando Riyadh ha ritirato il suo ambasciatore e non ha preso parte all’annuale summit arabo, tenuto a Damasco. A rendere possibile un miglioramento è stato l’atteggiamento siriano in occasione delle elezioni libanesi, sulle quali non ha compiuto le temute interferenze. E anche la vittoria di Hariri.
 
Il riavvicinamento tra i siriani e il mondo arabo, se avvenisse, potrebbe avere effetti positivi sul clima dell’intera regione, compresi i rapporti tra israeliani e palestinesi, vista il peso che Damasco ha in particolare verso Hamas, il cui leader politico, Khaled Mashaal, vive nella capitale siriana. (PD)
 
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