10/08/2022, 10.47
BANGLADESH
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Dhaka: impennata prezzi del carburante spingono in alto l'inflazione

di Sumon Corraya

Cresciuti i costi di trasporto e i prezzi dei beni alimentari. Le fasce più povere stanno eliminando carne e pesce dalla dieta. Secondo uno studio oltre 2 milioni di persone sono passate sotto la soglia di povertà. Cominciano le proteste alle stazioni di servizio.

Dhaka (AsiaNews) - Il prezzo del carburante è aumentato del 51,7% in Bangladesh e secondo i media locali si tratta del maggiore incremento che il Paese abbia mai registrato. Non solo sono aumentate le tariffe dei trasporti, ma anche i prezzi di tutte le altre merci. Sempre più persone non riescono ad assicurarsi tre pasti al giorno, e anche la classe media comincia ad avere difficoltà ad arrivare a fine mese. Molti sono costretti a eliminare carne e pesce dalla propria dieta.

I prezzi al dettaglio sono aumentati da 5 a 15 taka (circa 5 e 15 centesimi di euro), con il riso che non si riesce a trovare a meno di 55 taka al kg. Lo stipendio medio in Bangladesh si aggira intorno a 270 euro.

Il vice presidente dell’Associazione dei commercianti di riso del Bangladesh ha spiegato che deriva tutto dall’aumento dei prezzi del petrolio: “Farà lievitare i costi di trasporto, ma anche il costo di produzione al livello degli agricoltori crescerà nei prossimi giorni”.

In tutti i principali mercati della capitale (Karwan Bazar, Babubazar, Shyambazar e Joarsahar Bazar) si è registrato un aumento dei prezzi degli alimenti di base.

Amjad Hossain, pollivendolo del mercato di Karwan Bazar, ha raccontato ad AsiaNews che il prezzo del pollo è salito di 20 taka negli ultimi tre giorni a causa dell'aumento dei costi di trasporto e della diminuzione dell'offerta di pollo sul mercato: "La carne di pollo viene venduta a 170-180 taka al kg ora, mentre tre giorni fa costava 150-160 taka. I polli domestici che venivano venduti a 530 taka ora costano almeno 550”.

Le persone a basso reddito riducono i costi cambiando alimentazione: “Tutti i prezzi dei beni quotidiani sono aumentati. Se prima mangiavo pesce tre volte a settimana ora lo mangio solo uno”, ha detto Mamunur Rashid, addetto alle pulizie in un ufficio di Dhaka. La sua famiglia è composta da sei membri, solo due volte al mese riesce a comprare la carne.

A giugno uno studio congiunto del Power and Participation Research Centre e di Brac, una ong impegnata nella lotta alla povertà, sottolineava che l’inflazione e l’aumento dei prezzi delle materie prime ha gettato nella povertà oltre 2 milioni di persone in Bangladesh. Già nel 2019 più del 20% della popolazione viveva sotto la soglia di povertà.

Diversi gruppi della società civile hanno iniziato a protestare alle stazioni di servizio contro il carovita. Nei giorni scorsi si sono create lunghe code in attesa di poter ottenere la benzina.

Sebbene quella del Bangladesh sia un’economia in forte crescita, l’impennata dei prezzi dell’energia e dei beni alimentari ha costretto il Paese a chiedere prestiti agli istituti di credito internazionali, tra cui il Fondo monetario internazionale, per continuare a garantire le importazioni.

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